Croce Rossa: una spy story che non stupisce

Siamo caduti proprio in basso.C’è una spy story che non stupisce, cristallizzata da un’interrogazione parlamentare e fissata negli atti giudiziari.

Se non si trattasse di gravissimi fatti accaduti dentro casa nostra, se leggessimo di queste cose sotto l’ombrellone potremmo pensare all’ennesima trama mistery che i giornali ci propinano per combattere il solleone. Invece questo schiaffo alle coscienze lo riceviamo da un atto di sindacato ispettivo urgente che la senatrice Paola Binetti ha presentato qualche giorno fa. La vicenda che si legge dentro l’atto è a dir poco agghiacciante.

Il contenuto con la descrizione, pur sommaria, dei fatti lo potete leggere qui sulla pagina del Senato. Vorrei lasciare a voi lettori le vostre personali considerazioni su un fatto barbaro ed assolutamente illegale, sul modo con il quale si prova a gestire un’Associazione di elevata moralità senza alcuna morale, sul fatto che si difendano oltre ogni limite di legge soltanto piccoli e grandi privilegi, sul fatto che sto in questa mia inchiesta denunciando il malaffare perché non voglio esserne complice e sottolineo ancora una volta che con certi soggetti non ho nulla da spartire né voglio dividere nulla.

Però qualcosa di mio oltre la cruda notizia lo voglio lasciare, voglio farvi notare come si tenti di ammantare di normalità il fatto che qualcuno si sia introdotto, presumibilmente nottetempo e cioè in un momento nel quale ogni tipo di accesso non aveva normale ragione di essere praticato, nello spazio limitato e riservato di un Comando di Corpo, di come qualcuno si ritenga immune dalla Legge fino al punto di sottrarre documenti ed aprire corrispondenza privata, probabilmente asportandone il contenuto, e forte di questa sensazione di impunità continui a vessare chiunque si frapponga tra lui e la sua idea di possesso che in maniera contagiosa sta dilagando in tutt’Italia tra tutti i suoi simili e sodali.

Viene messa sul campo una violenza inaudita, viene posto in essere un comportamento illegale, volano denunce e presto anche tutti gli stracci annessi e questo accade al solo scopo di preservare la figura di un Presidente e sgomberare il suo settore vitale da ogni sospetto, accade perché Lui ha timore che si possano divulgare informazioni relative alla sua condotta ed alla sua persona.

 

Di cosa ha paura il Presidente? Perché non racconta a tutti noi cose che evidentemente non siamo tenuti a sapere, che cosa lo intimorisce così tanto da far commettere a qualcuno atti illegittimi, non sarà per caso ricattato o ricattabile?

 

Queste sono domande che da oggi dobbiamo cominciare a porci assieme alla considerazione che questo modello, il modello delle perquisizioni abusive, della sottrazione dei documenti, delle vessazioni fatte passare per ordinanze presidenziali, dell’invito alle dimissioni per evitare un altro male probabilmente ingiusto sono il modello di gestione che questa nuova governance vuole imporre a tutto il sistema Croce rossa ed ai suoi satelliti. E’ questo, Presidente, il modello che hai esportato dentro la Federazione Internazionale, il motivo per cui hai sconfitto ai voti candidati con esperienza e pedigree migliori dei tuoi? Cosa ne pensa l’integerrimo Consiglio direttivo nazionale sarebbe simpaticissimo da sapere come sarebbe importante ricevere un comunicato urgentissimo da parte di tutti che spiegasse come mai la democrazia ed il rispetto delle Leggi, non dico il rispetto delle persone perché so che non qui non esiste più da tempo, siano stati cancellati dalle norme di questa non associazione.

Mi attenderei un documento ufficiale ma so che riceverò il solito stigma, un post con la boccuccia increspata e la faccia indignata, magari incorniciata da un selfie con gli occhiacci cattivi ed il papillon di Montecarlo ancora al collo. Non può esserci risposta per un accadimento del genere. Anzi, una risposta sana potrebbe arrivare dal Consiglio direttivo, con le dimissioni in massa, date per marcare la distanza con chi pensa di essere il padrone di qualcosa che non gli è mai appartenuto veramente e che deve tenere vicino solo con il ricorso a comportamenti illegittimi.

Quando ho difeso le Crocerossine sono stato spesso accusato di essere filoguidato, lui parlava della “matta e di chi matto lo sta diventando a forza di andare appresso a lei”. In realtà denunciavo che l’attacco alle prerogative serviva proprio per smantellare e disarticolare un Corpo che nelle prerogative assegnate dalla Legge trovava ispirazione e orientamento. Oggi avrete tutti capito che chi faceva finta di difendere Unità ed Indipendenza voleva solo farsi i fatti propri e difendere se stesso, il suo passato non trasparente e la sua moralità inconsistente. Oggi bisogna avere paura, notizie come queste devono metterci paura. Oggi, costituito e rodato un sistema disciplinare che li difende anche di fronte all’impossibile, potremo trovarci un Presidente qualsiasi dentro casa a rovistare nella nostra biancheria sporca, magari la trascrizione delle nostre telefonate personali sbattuta sul tavolo del prossimo consiglio direttivo o le fotografie di una nostra passeggiata proiettate nell’assemblea nazionale; questo in nome della salvaguardia dell’Associazione che ha perso Principi e Valori per diventare la cassaforte degli Interessi di qualcun’altro. Il Problema non è quello che queta governance ha voluto fare finora alle Crocerossine ma quello che potrà, quindi, accadere da oggi stesso a chiunque.

Credo che la misura sia colma, credo che se il Consiglio Direttivo nazionale non colga al volo l’occasione per marcare una linea e sancire la propria estraneità a fatti illeciti che assumono una gravità inaudita, mai accaduti in oltre 150 anni di storia di una meritoria Associazione, dovremo pensare noi, attraverso gli strumenti legali e giudiziari a nostra disposizione, a tutelare quanto di buono è rimasto in questa nostra Croce Rossa.

Fate attenzione la fuori, amici miei, fate attenzione.

 

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