Croce Rossa: cos’è la nuova Fondazione

Dovrebbe sostenere le attività dell’Associazione nazionale della Croce Rossa Italiana. In realtà la testa dello Sceriffo di Ronzingham ha partorito un altro topolino che pian piano rosicchierà da dentro la forma tutto il cacio morbido e saporito dell’associazione di volontariato più grande d’Italia. La Fondazione nata a Roma lo scorso aprile ed in corso di omologazione ha scopi identici all’Associazione nazionale ma naturalmente con una marcia in più. Potrà fare interventi e servizi sociali, interventi e prestazioni sanitarie, cooperazione allo sviluppo, accoglienza umanitaria ed integrazione sociale dei migranti, protezione civile proprio come già fa la Croce Rossa Italiana Oltre a queste anche educazione, istruzione e formazione professionale, formazione universitaria e post universitaria, ricerca scientifica di particolare interesse sociale, organizzazione e gestione di attività culturali e ricreative, radiodiffusione sonora a carattere comunitario, formazione extra scolastica finalizzata alla prevenzione della dispersione, servizi strumentali agli altri Enti del terzo settore, attività commerciali e produttive, alloggio sociale e servizi di reinserimento, organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche, beneficenza, promozione della cultura della legalità, promozione e tutela dei diritti umani nonché di quelli dei consumatori e cosa avranno in comune questi due ultimi diritti lo sanno soltanto i promotori di questa newco.

Principi e Principesse.

Possiamo dire che la sottoscrizione di quest’atto ha mandato definitivamente a farsi fottere tutta la teoria dei Principi rivelando come fossero effettivamente la foglia di fico sbandierata da qualcuno per nascondere l’intenzione di fare altro. L’Unità, quella cosa impalpabile violata sempre e soltanto dai Corpi Ausiliari ogni volta che reclamavano la tutela delle proprie prerogative e peculiarità, è talmente diluita che può consentire che sul territorio nazionale un organismo a struttura prettamente commerciale svolga le medesime attività dell’Associazione nazionale entrando quindi effettivamente in contrasto e concorrenza con il corpus costituito dall’insieme di tutti quei Volontari che disinteressatamente concorrono tutti i giorni a costruire i Principi veri ed ad espandere l’azione del Movimento Internazionale intervenendo a sollievo delle vulnerabilità ovunque e esse siano ed in qualsiasi forma si manifestino. Ecco, amici miei, questa cosa adesso scordatevela. Fra l’altro la Fondazione potrà dotarsi dell’Emblema che proprio per questo da circa un anno sta cercando di ottenere la stessa tutela del marchio commerciale. Non godo di grande considerazione ai piani alti, nei luoghi del business di Croce Rossa. Fosse stato altrimenti avrei suggerito di adottare come simbolo un registratore di cassa in campo bianco, sicuramente più significativo ed esplicito.

Si scoprono le carte, arrivano i soldi

Lo Statuto dice anche che la Fondazione è un Ente autonomo, con Francesco Rocca a Presidente che potrà scegliere, insindacabilmente, gli altri cinque membri del Consiglio di Amministrazione. La Fondazione ha una dotazione iniziale di 30.000 euro che provengono dal patrimonio dell’Associazione, ha la sede secondaria in via Ramazzini, cioè nei locali dell’Associazione della quale evidentemente sfrutterà anche i servizi. Nel board sarà presente un altro membro del Consiglio direttivo nazionale Cri, scelto naturalmente dal Consiglio stesso, e nulla si pattuisce riguardo la gratuità degli incarichi dei consiglieri. Presumibilmente con questa mossa si aggirerà il divieto di compenso fissato dal nostro statuto per le cariche elettive ma la cosa era nell’aria da tempo. Non tutti sono Pagnottella, e chi opera per l’Associazione tutto il giorno ed a qualsiasi ora è giusto che non debba preoccuparsi di altro. La cosa più elegante e molto più da Croce Rossa sarebbe stata che del contrattino se ne fosse parlato e discusso, che non ce lo fossimo trovato siglato, approvato ed incassato a cose fatte come appunto nel caso di Ronzingham. Altrimenti l’idea è sempre la stessa, che esistano due Croce Rossa che viaggiano a due velocità differenti. Quella di chi si fa costantemente i fatti propri e si arrabbia quando qualcuno glielo fa notare e quella di chi invece lavora a testa bassa e non può sapere cosa passa sopra la propria testa, abbassata appunto, pena la radiazione.

Il problema però sono sempre i soldi.

Avremo quindi una new company che si premurerà di attuare ogni iniziativa, sia in campo nazionale che internazionale, che possa portare soldi veri e freschi e distribuire stipendi signorili mentre saranno presumibilmente lasciate all’Associazione e quindi ai Volontari tutte le altre cose ad entrata zero. Ripeto che in nessun atto conosciuto è scritto che il Consiglio di amministrazione ed il segretario della Fondazione, che naturalmente altri non poteva essere che il segretario generale della Cri, non possano percepire una retribuzione e questo è un passo fondamentale nella pianificazione del futuro di persone che finora si sono distinte per aver contrapposto gli Interessi ai Principi ed ai valori. Tutto il resto saranno la valanga di fregnacce che potranno versare nei vostri piatti e servire stiepidite da stasera in poi. Non lasciatevi più ingannare, non fatevi prendere in giro da chi vi tratta come scimmiette spaziali per improbabili esperimenti e di voi se ne fotte, regalandovi un selfie o una citazione in un post e radiandovi quando non gli servite più o cominciate a fare domande.

Chi governerà la Fondazione?

Altri due problemi emergono subito alla prima lettura degli atti, che ricordo ancora non sono stati omologati dalla Prefettura. Il primo è che Il Fondatore, cioè la Cri, la nostra Associazione, potrà attribuire denaro e beni alla Fondazione senza particolari formalità. Quindi l’Associazione potrà essere di volta in volta svuotata come un tacchino il giorno prima della festa del Ringraziamento per essere riempita della solita serie di menzogne e chiacchiere ogni qual volta  il presidente di una, che è anche il presidente dell’altra, vorrà. Questo potrebbe portare all’impoverimento di una organizzazione nei confronti dell’altra che anche giuridicamente risulta praticamente blindata. La seconda questione è più delicata ancora. Due membri del board della Fondazione seguiranno le vicende politiche dell’Associazione, decadendo quando decadrà il Consiglio direttivo nazionale e venendo rinominati assieme all’elezione del nuovo Consiglio direttivo nazionale. Gli altri cinque sono scelti dall’attuale proprietario della Croce Rossa Italiana, il famoso autocrate, e dureranno in carica fino al 2022. Se non bastasse la parte che viene scelta da Francesco Rocca rappresenta la maggioranza schiacciante del board della Fondazione, cinque membri contro due. Quindi la maggioranza che non appartiene alla Croce Rossa Italiana avrà la possibilità di decidere ed effettivamente governare. Negli atti è previsto un diritto di veto del Presidente ma voi che avete esperienze di Croce Rossa sapete che i diritti davanti agli interessi si sono sempre dissolti come il fumo al vento.

 

Avete ancora bisogno di altri dati per comprendere come questa nuova invenzione rappresenti il coperchio della bara di una meravigliosa Idea?

 

Ora più che mai è necessaria una vigorosa presa di coscienza da parte di tutti i Volontari veri, quelli che non si sono ancora fatti ammaliare dal contrattino o dalla pecetta, dalla poltroncina o dall’incarico in prima fila, da una passa sulle spalle prima di un calcio in culo. L’Associazione di volontariato più grande d’Italia è stata creata con le braccia dei Volontari ed ora, anche con mosse paracule come questa della fondazione, non è più nelle loro mani. Il resto è fuffa, è la manifestazione palese di un declino nel quale una meravigliosa realtà di volontariato, soccorso, sussidiarietà sta sprofondando giorno dopo giorno, mentre questi quattro paraculi vogliono aprire una radio. Sentirete che musica, amici miei, sentirete che musica.

 

 

 

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3 commenti

  1. Nell’articolo manca una parte, o forse non l’ho capita: una bella fetta dei finanziamenti alla Fondazione sarà statale o sbaglio? Ricordo che era l’unico modo per far avere alla CRI i soldi che avrebbe perduto con la privatizzazione. Praticamente tutto rimane come prima ma senza la zavorra dei dipendenti pubblici… ma forse sbaglio.

    • Caro Gioacchino TUTTTO CAMBIA PER NON CAMBIARE NULLA questo vecchio adagio, penso che vada a pennello a quanto sta accadendo in C.R.I .
      Devi sapere che al padrone i dipendenti ed i volontari (quelli veri) davano fastidio,perchè con loro in mezzo era più difficile fare certe PORCATE !!!!!!!!
      ora insieme ai suoi sodali è più semplice ,quindi ti confermo che non sbagli.

  2. Pingback:Croce Rossa: l'Associazione siamo noi - Words in Press

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