Croce Rossa: l’Associazione siamo noi

 

Sono troppe le contraddizioni che avvolgono la più grande non associazione di volontariato d’Italia a partire da quella che ne vede alla testa un istrionico autocrate, proprio quello che si batte il petto per la non proliferazione nucleare e poi distribuisce radiazioni a mani basse. Proprio queste contraddizioni vengono alimentate da un colpevole silenzio delle Istituzioni, quelle stesse che devono vigilare su un’Associazione che ha l’alto patrocinio del Capo dello Stato, che ha una dipendenza organica da due ministeri, Salute e Difesa, ed è subordinata economicamente a quel fiume di milioni di euro che ogni anno il Ministero dell’Economia le fa trovare sotto l’albero.

E’ facile tradire la natura stessa del Volontariato.

Dobbiamo cercare di capirci, prima di ogni discorso, e focalizzare l’attenzione sulla definizione che vogliamo dare del termine Volontariato. Personalmente credo che il Volontariato sia un sentimento e non un’attività. Se fosse un’attività si tradurrebbe nel lavorare senza farsi pagare e sarebbe un concetto talmente semplice da diventare illecito. Voi naturalmente mi risponderete subito che invece in Croce Rossa si tratta proprio di questo. Quando in un equipaggio che svolge un servizio in convenzione – modo elegante per rinominare dentro la non associazione quello che fuori dal dorato perimetro si chiama appalto – c’è qualcuno che non viene retribuito a differenza degli altri si tratta di effettiva manipolazione di un concetto di disallineamento di diritti. Il Volontariato deve connotare non solo una persona, in un gruppo, ma l’azione di tutto il gruppo. Non a caso la volontarietà è uno dei Principi che spinge tutta la Croce Rossa e non solo qualcuno. Oggi, ed in questo contesto, il Volontario corre gravi rischi ed in una non associazione che si sta trasformando in azienda non può effettuare quel percorso di crescita personale che non può prescindere dalla crescita dell’organizzazione che accoglie il Volontario e ne facilita il percorso.

L’Unità era solo un organo di Partito

Tanti sono i rischi di inquinamento e le strumentalizzazioni che della disponibilità del Volontario possono essere fatti oggi. Uno su tutti deriva dalla pessima interpretazione della nuovissima normativa sul Terzo Settore che appunto delimita e perimetra in maniera forte le due sfere di attività, quella del dipendente e quella del Volontario, non permettendo alcuna infiltrazione di un mondo nell’altro mondo. A chi ha sempre usato la Croce Rossa per gestire i propri interessi è naturalmente crollato un mondo. Esistevano ed esistono ancora situazioni nelle quali qualche piccolo padrone di Comitato ha usato e sbandierato quattro buste paga per accrescere un effimero potere, per amplificare la gittata del proprio potere commerciale e per conservare immeritatamente una poltrona non sua. Da qui l’espediente che fotte in diretta a reti unificate anche il principio di Unità. Ogni Comitato è autonomo e quindi si può ben prestare il proprio lavoro per uno e fare il volontario in un altro come se si trattasse di associazioni differenti. Dopo aver definito l’Emblema quale marchio si passa a giustificare l’intero Movimento come un franchising qualsiasi, l’Acqua & Sapone dei diritti umanitari, insomma.

Il Mostro e il suo Calvario

Quello che è sfuggito ai più è il processo di normalizzazione che in maniera subdola è stato avviato da una governance che aveva come unico scopo l’aziendalizzazione di un’Idea, nobile ed antica. Per fare questo era necessario disarticolare l’unico relitto di pubblico interesse presente in una società irregolare come l’attuale Croce Rossa Italiana e cioè i Corpi Ausiliari alle Forze Armate. Nelle due versioni dello stesso processo c’è chi ha tentato di resistere con le unghie ed i denti ed ha subito delegittimazioni, spossessamenti, emarginazioni, abusi di potere, esposizioni al pubblico ludibrio nella tipica applicazione di una sceneggiatura già sovente applicata nella Componente civile ed utilizzata assieme ai procedimenti di radiazione per spianare il dissenso. Con l’altra Componente ausiliaria la strada è stata tutta in discesa. La disarticolazione è passata attraverso la mobilità di tutto il personale in altre amministrazioni e l’assunzione dei suoi vertici che ora, dipendenti di un’azienda privata, hanno facoltà di non dimostrare più lo stesso attaccamento alla Bandiera che era una loro attribuzione fino a qualche tempo fa.

Ricostruire il ponte

C’è un fiume largo e profondo che separa questi due mondi, quello dell’aziendalizzazione, della ricerca del profitto a scapito dell’Umanità, della sistemazione personale su poltrone e strapuntini dall’altro quello della volontarietà e del disinteresse spinto al sacrificio personale. Il ponte che li collega è stato fatto saltare nel tentativo di difendere allo stremo i privilegi e gli interessi guadagnati sinora. Un esempio su tutti la Fondazione con base Milano di cui ho già ampiamente parlato e che collide con la stessa Idea di Croce Rossa e con tutti i Principi, scialuppa dorata per distribuire altri stipendiucci e per mettere al sicuro quanto di pessimo finora saputo partorire dalle menti pensanti di questa non associazione. E’ inutile comprare sdraio, lettini ed ombrelloni per posizionarsi sulla parte buona della riva di questo fiume in attesa di veder passare tronchi antropomorfi che non passeranno mai, anche perché come cominciassimo a piantare ombrelloni questi ci verrebbero subito a chiedere il biglietto. E’ inutile anche compilare liste di buoni e cattivi perché non ne abbiamo la facoltà. E’ facile distinguere e capire chi stia da una parte o dall’altra. C’è un processo di eutanasia che si è innescato e sarà irreversibile, comportando anche la paralisi di un’Istituzione che deve avere una guarentigia pubblica perché è ausiliaria dei pubblici poteri ed è indispensabile strumento di sussidiarietà sociale anche e proprio in un momento critico come quello che tutta la Società italiana sta vivendo. A noi l’onere e la fatica di costruire nuovamente questo ponte e riappropriarci dell’Idea e dell’Associazione che costruita dalle braccia dei Volontari veri non è più nelle loro mani.

 

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