Croce Rossa: aggiorniamo i Principi

 

Sette sono i Principi che vengono insegnati gli aspiranti Volontari che stanno per ingrossare le file della più grande Associazione di volontariato d‘Italia, i sette cardini intorno ai quali si deve attuare l’azione quotidiana di ogni appartenente al Movimento. Gli stessi aspiranti, una volta raggiunta l’agognata maglietta rossa, impareranno sulla loro pelle che i Principi non sono solo sette e che l’interpretazione che è scritta sulla libretta non corrisponde poi nella realtà all’uso ed alla definizione che viene applicata intorno a queste sette parole.

Sommersi dall’Ipocrisia

Adesso tra i Principi fondanti l’azione della Croce Rossa spunta in vetta ad un ipotetica classifica quello dell’Ipocrisia. Una delle attività peculiari e che distinguono proprio la Croce Rossa da tutte le altre associazioni di volontariato è la cura per la disseminazione del Diritto Internazionale Umanitario. In questi giorni di fine estate assistiamo dai nostri televisori a tantissime emergenze di carattere umanitario, appunto, e viene annunciato un incontro di approfondimento organizzato dal Comitato nazionale proprio sul diritto umanitario. Tra le contingenze umanitarie che in questi giorni invocano l’azione del Movimento mi sembra che sia stato scelto il tema meno percorribile all’atto pratico e cioè l’esercizio del diritto internazionale nella repressione dei crimini di guerra, dottrina pura e palestra di sfogo di qualche specialista. Sarà sicuramente un tema importante ma è del tutto distante da un quotidiano che ci sta sommergendo, dal vissuto dei migranti, dalla disperazione nei conflitti in Medio Oriente, dai nuovi mezzi e metodi di combattimento, dal ritorno dei totalitarismi, dalla xenofobia strisciante, della pulizia etnica in atto appena fuori dei confini UE e in tutta l’Asia. L’ipocrisia è ormai carattere dominante del Movimento, indipendentemente dalle qualità dei suoi appartenenti. Se ti presti a fare quello che ti ordina questo Movimento, automaticamente fai cose ipocrite. E non è un fattore di poco conto.

Si afferma la prepotenza.

Siamo un’associazione che si fonda sul concetto di umanità, su quello di inclusione e che fa della non discriminazione una bandiera. Naturalmente per il principio di Ipocrisia appena accennato questa è la facciata di un palazzo ad una porta sola. Apriamola, entriamo dentro e scopriamo notizie allucinanti. Come quella che sta circolando ora, sempre più forte ma in attesa di conferma e che vedrebbe l’Autocrate protagonista di veri e propri editti. Fino ad ora lo stigma veniva lanciato con un cenno. Quando non c’erano gli estremi per procedere ad una radiazione si attivava quella che gli antichi definivano damnatio memoriae, la cancellazione del Volontario che non veniva convocato alle riunioni, spariva dagli elenchi, non gli si autorizzava alcuna formazione, non gli si facevano tenere docenze qualora fosse stato istruttore e poi si cominciava a depennarlo per inattività priva dai vari albi e poi dall’Associazione.

 

E bastava semplicemente un’occhiataccia, un malinteso, un aura di sospetto, come in ogni banda che si rispetti per finire parcheggiati serve poco.

 

Adesso la notizia che circola riguarda una lettera, indirizzata al segretario generale ed al Commissario dell’Ente Strumentale con la quale viene interdetto l’accesso ai locali dell’Ispettorato nazionale delle Infermiere Volontarie a sei Sorelle che potevano prima dell’editto recarsi lì per svolgere la loro attività di volontariato, tra queste due Ispettrici. Naturalmente il provvedimento se confermato, manifesterebbe due particolarità. La prima è che il Commissario liquidatore dell’Ente Strumentale continui a dipendere dal presidente dell’Associazione e da questi a ricevere disposizioni, e di questo sarebbe opportuno notiziare anche l’organo di controllo della procedura. La seconda, che tocca tutti i Volontari, è che in questo sistema naturalmente perfettibile di corpus normativo e disciplinare esistono tipi di sanzioni che vengono partorite soltanto dalla testa dell’autocrate e dei suoi piccoli cloni. Il principio di discriminazione e quello che regola il perimetro dentro il quale si esercita un potere abusivo e fatto di piccoli e grandi abusi, dove le regole valgono solo per tagliare le gambe a chi non si allinea a comportamenti inutili, illegittimi e spesso illegali.

Questa dell’editto è naturalmente una diretta conseguenza di tutto il caos, mediatico e giudiziario, conseguente all’azione di penetrazione nell’ufficio di un Comandante di Corpo condotta in spregio ad ogni riserva morale e contro legge. In quell’elenco contenuto dall’editto ci dovrebbero essere alcuni soggetti che la magistratura inquirente potrebbe definire quali “persone informate dei fatti” o addirittura persone offese e qualsiasi atto compiuto nei loro confronti potrebbe recare conseguenze giudiziarie severe. Ma questo pare non importare a chi usa l’Associazione per i propri interessi, a chi non ha pudore di manifestare la propria smania di potere ed usa ogni mezzo pur i conservarlo.

Noi non siamo solo diversi ma abbiamo anche la possibilità di dimostrarlo, con la nostra voglia di cambiare, con la nostra voglia di scendere quotidianamente in strada per andare incontro a chi ha veramente bisogno di noi, a chi non chiede, a chi non urla, a chi senza la nostra fondamentale sussidiarietà e prossimità non saprebbe come vivere. Noi siamo ancora qui per loro, mai per noi stessi.

 

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Un commento

  1. Caro cristiano ti seguo da qualche anno,ed il lavoro che hai svolto sin qui, devo dire che è encomiabile, io ho letto la maggior parte degli articoli di c.r.i che scrivi,però la cosa che mi fa dannare è il fatto che pare non interessi a nessuno degli organi di controllo preposti,quindi mi chiedo:
    1) come mai visto e considerato che da oltre 3 mesi abbiamo un nuovo governo che sembra voler cambiare registro su determinate iniziative come questa (vedi la non più privatizzazione dell’agenzia manifattura e tabacchi) non fanno niente per scoperchiare questo schifo che sta succedendo in c.r.i ?
    2)Non sarebbe il caso di sensibilizzare tutti i parlamentari del caso mandando una mail personale ad ogni articolo che scrivi ?
    Scusami se magari ti sembrerò un po ignorante per quanto riguarda i suggerimenti
    sopra citati , ma al momento per sensibilizzare questi governanti,dopo tutti questi articoli scritti da te non mi sovviene altra soluzione.

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