Croce Rossa: tutto parte dall’Ispezione

 

L’arrivo di Francesco Rocca quale Commissario straordinario della Croce Rossa Italiana, al tempo Ente Pubblico, ha un’origine precisa e trova un precursore storico nell’ispezione eseguita dal Servizio Ispettivo di Finanza Pubblica incardinato nella Ragioneria Generale dello Stato e condotta dal funzionario Valenza il cui nome è rimasto legato ad un atto molto discusso nel nostro ambito associativo. Cinquantaquattro i rilievi sulle attività ed i documenti contabili della Croce Rossa Italiana che Valenza sottoscrive e che quindi danno origine alla sostituzione del Presidente Massimo Barra, a lui anticipata con un misero sms e poi notificata a mezzo fax.

 

Ai 54 rilievi firmati da Valenza non è seguita nessuna condanna contabile né inchiesta penale o amministrativa.

 

In effetti non sembrerebbe esserci stato alcun invito a dedurre dalla Corte dei Conti nei confronti di un solo dipendente del Corpo Militare per presunta responsabilità per danno erariale in quanto gli stesi rilievi non erano volti a sottolineare comportamenti illeciti dei singoli quanto piuttosto errate applicazioni normative. Si comprende perfettamente come il disegno di privatizzazione e disarticolazione posto in essere dall’allora Commissario ed ora presidente Rocca sia passato attraverso un tappeto rosso costituito dall’attività ispettiva ed ordito sicuramente in altri luoghi proprio per preparare il terreno alla nuova Croce Rossa che ha poco dell’originaria e meritoria Istituzione nazionale. Qualche esempio, se proprio volessimo avere le prove provate di questo ormai troppe volte raccontato ragionamento, lo troviamo nei fatti. La Croce Rossa Italiana era l’unico Ente Pubblico nel quale chi veniva nominato Commissario Straordinario poteva candidarsi alla carica di presidente dello stesso Ente, come regolarmente avvenuto. Immaginate un qualsiasi Comune italiano dove sia nominato un Commissario straordinario a gestire la situazione in attesa dell’elezione del nuovo Sindaco. Questi non solo non si potrebbe mai fare campagna elettorale ma mai potrebbe candidarsi, è naturalmente illegittimo in quanto il Commissario ha poteri straordinari, può fare e disfare, disporre a propria logica riprendendone soltanto davanti alla Legge e molto tempo dopo il fatto eventualmente commesso che fino ad allora spiega tutta la sua efficacia. Cosa non avvenuta in Cri, dove una particolare norma consente proprio questo, come effettivamente accaduto. Il buon senso, il senso dello Stato ed il rispetto per l’Istituzione avrebbe consigliato il contrario ma così non è stato.

Attacco al Corpo Militare

Immediatamente l’attenzione della scure del nuovo moralizzatore si è abbattuta sul Corpo Militare con due provvedimenti di sostituzione del vertice in poco tempo, con l’aggressione al personale direttivo effettuata mediante la disarticolazione della linea di comando e la sostituzione del Comandante di numerosi Centri di Mobilitazione, in parte chiusi e poi riaperti, con un sottufficiale ed infine con il tentativo di contrapporre il personale di assistenza a quello direttivo rivolgendo, esempio tra tanti, le azioni di recupero delle somme indebitamente percepite nelle liquidazioni stipendiali soltanto al personale direttivo. Questo dei recuperi stipendiali è un argomento che sarà il cavallo di battaglia del Commissario Rocca per molto tempo, per penalizzare dipendenti che non hanno mai avuto una responsabilità in merito all’interpretazione avanzata invece dagli uffici amministrativi dell’Ente che in un regime di calcolo confuso avevano tentato di applicare in maniera favorevole ai dipendenti una serie di norme potenzialmente riferibili anche al personale militare dii Cri. L’azione nei confronti del personale di assistenza sarà intrapresa, anche ed in misura ancor maggiore, solo alcuni anni dopo.

Si insedia la corte.

Il piano di Rocca prevedeva naturalmente la sostituzione di posizioni apicali e di dirigenza ed è stata innestata tra il personale già effettivo all’Ente tutta una squadra nuova, per poter esercitare un controllo minuzioso ed impartire direttive efficaci e utili. La cura sul personale non ha però sortito gli effetti voluti. Per giungere alle chiusure contabili richieste dal Governo ed alla regolarizzazione di quella che secondo la relazione Valenza era una gestione quantomeno superficiale ma mai dimostrata tale, è stato necessario prorogare di tre volte lo stesso mandato che invece lo Statuto impone a termine e non prorogabile. E nemmeno il ricorso alle elezioni delle cariche associative ha portato grandi cambiamenti tanto che il Governo ha dovuto creare una bad company eseguendo lo spin off dell’Ente ed attribuendo la massa debitoria ed il patrimonio per soddisfarla ad una liquidazione coatta creata allo scopo. Nel frattempo il clima si fa pesante, con il ricorso massiccio a provvedimenti disciplinari estremi per tutti, dai licenziamenti alle radiazioni, ai trasferimenti passando per le sospensioni senza assegni, allo scopo di ridurre a zero le critiche o la richiesta di informazioni su un processo che andava avanti come un treno verso la meta. E’ un film strano, del quale conosciamo la fine ma del quale quasi nessuno ricorda l’inizio.

Un film che vi racconteremo ancora, fosse solo per sottolineare come l’unica utilità della ispezione Valenza sia stata quella di spianare la strada alla più innaturale trasformazione che l’Idea stessa di Croce Rossa abbia mai subito. Su questa vicenda torneremo ancora con maggiori dettagli nei prossimi giorni.

– continua –

 

 

 

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Un commento

  1. Grazie Cristiano per quello che stai facendo per la croce rossa italiana e per noi,io mi permetto di ricordare che in quei giorni di cui tu scrivi sopra ,al comitato regionale siciliano si prendevano convenzioni con vari enti(anche regionali) per finta, nel senso che all’atto della stipula di convenzione veniva addebitato due volte lo stipendio dei dipendenti,impegnati per quel servizio, devi sapere che i responsabili della stipula di convenzione con i vari enti calcolavano anche lo stipendio del dipendente,quindi di volta in volta la convenzione non veniva stipulata per i costi eccessivi con evidente danno alle casse dell’ente.

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