Croce Rossa: arriva il Corpo di Soccorso

 

Nella prossima Croce Rossa Italiana bisognerebbe provvedere ad una depurazione lessicale. Secondo il mio metro di giudizio nulla è lasciato mai al caso. Quando decido in un progetto sommario e sbrodolato di ridurre le Componenti a tre, soltanto tre, lo faccio generando una confusione ancora più grande. Perché tre Componenti e non una sola? Perché le Componenti Ausiliarie alle Forze Armate hanno peculiarità e prerogative che le distinguono dal resto dei Volontari Cri. Ma se queste peculiarità e prerogative vengono ammesse nel momento nel quale si traccia la famigerata riga e si accorpano le altre perché poi sottomettere le Componenti ausiliarie e diluirne storia ed efficacia?

 

Il problema è sempre linguistico.

 

Si parla di Componente unica ed invece sono tre, a rimarcare che una , quella dei Volontari, è la Componente di Cri, la composizione di Croce Rossa e le altre due sono un problema, un orpello, un ammennicolo da toglierci dai piedi prima possibile. Qui entra in gioco il valore delle parole. Chiamando Volontari la Componente unica – anche questa una trappola linguistica perché poi ne sono rimaste tre – si fa credere che gli unici Volontari della Croce Rossa siano quelli con la tuta rossa.

Togliamo dal nostro vocabolario la parola Volontario usata come etichetta anche perché la tuta rossa la usano come uniforme anche i dipendenti e così la confusione aumenta. Le definizioni sono facili da mandare a memoria, quello che non riusciamo a cambiare in fretta sono le qualità personali.

 

Si è Volontari per adesione e per indole, per sentimento e per orgoglio.

 

Quindi abbiamo il Corpo Militare Volontario, abbiamo il Corpo delle Infermiere Volontarie e non possiamo tirare in campo un’altra componente chiamandola Volontari perché costituirebbe un insieme che potrebbe comprendere le altre due Componenti lasciando in una posizione non ugualitaria il resto dei partecipanti all’Associazione.

Sarà quindi il momento di dare un nome nuovo ai nostri colleghi che operano con la tuta rossa, magari chiamandoli Corpo di Soccorso e sottolineando che quella, tra le tre di Croce Rossa, è l’unica componente a gettone, dove si può essere dipendenti di un Comitato e Volontari in un altro, mandando a fasi benedire ogni legge dello Stato del quale ci dichiariamo, in virtù dei noti Sette Principi, “ausiliari dei Pubblici Poteri” e non delle Forze Armate, prerogativa lasciata alle sole altre e residue Componenti.

Una soluzione semplice che ridarebbe chiarezza ad un ambiente, il nostro, che vive di fumo e minacce, alimentate da gente che dietro al fumo, e magari con le mani sotto il tavolo, gestisce i propri interessi sbandierando Principi. Di chiarezza e trasparenza abbiamo tutti bisogno, perché la Croce Rossa è un’altra cosa.

 

 

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