O ci sei o ci fai

 

 

Ci mancava anche il Sottosegretario alla Difesa. Nell’elenco degli esibizionisti della politica si sa, c’è spazio, ma non avrei mai immaginato di trovarci un giovanotto di mille speranze e di buona sorte. Così anche lui, come il presidente agricoltore, oppure pasticciere, oppure calciatore e così via ( ricordate?) si traveste per cinque minuti e fa finta di provare compassione, cioè di patire assieme alle persone che la vita – ma soprattutto la politica – gli ha affidato.

In questo oltre ad una innaturale vena narcisistica, c’è anche un problema di errata comunicazione, ovvero di cattiva interpretazione dei meccanismi di comunicazione, tipico esempio di sopravvalutazione di mezzi e metodi che bel altre potenzialità hanno. Si tenta di intercettare, cambiando vestito o tenendo cinque minuti in mano una scopa o al limite indossando una felpa, quelli che secondo il politico di turno sono i veri sentimenti del suo elettorato reale o potenziale colmando un gap che si sente essere molto profondo ed evidente.

C’è anche un altro problema che è quello della confusione dei messaggi. Ci sono tre piani di comunicazione differenti, c’è quello prettamente politico, quello istituzionale e quello amministrativo che tendono a sovrapporsi ed uscire sempre dallo stesso canale, come se con un unico cannone si tentasse di sparare proietti di calibri differenti. E quindi si genera confusione, alimentando anche la prospettiva che tutto sia emergenza, tutto sia riconducibile esclusivamente ad uno stato emergenziale nel quale si stia solo annaspando senza poter fare nulla che mettere pezze a colore per evitare di affondare ulteriormente di più una barca che non si riesce a far navigare.

La situazione è invece differente. Va bene l’empatia, va bene l’immedesimazione ma che durino di più dei canonici cinque minuti di fronte alla camera da ripresa. Assaggiare, provare, confrontare e discutere sono pratiche diverse dall’esibizionismo puro e rimane sempre difficile pensare che il sottosegretario Angelo Tofalo possa essere diventato un soldato per il solo fatto di aver portato per due passi un pesante fucile.

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