Croce Rossa: a presidé..facce Tarzan

Un altro capitolo della storia passata attraverso tre secoli di quest’Associazione è stato chiuso. Le Sorelle, le nostre Sorelle, non hanno festeggiato il loro centodecimo anniversario ma si apprestano ad avvicendare il loro Vertice. Quindi il capitolo tanto controverso, la questione che tanti maldipancia ha saputo generare si può dire definitivamente chiusa. Adesso Francesco Rocca deve dimostrare alla Croce Rossa Italiana cosa ha in testa, quale sia il suo progetto per i Corpi Ausiliari e deve farlo subito. Non ci sono più le scuse che ha accampato, in maniera abbastanza puerile, per quattro lunghissimi anni, nei quali ha presentato per ben due volte all’ordine del giorno dell’assemblea nazionale argomenti quali “strategie per il rilancio dei Corpi Ausiliari” e per ben due volte di questo argomento in assemblea nazionale non si è parlato affatto perché la strategia, come la Fondazione prevista dal decreto di riordino, non è mai esistita né si è mai voluta concepire.

La nuova Ispettrice nazionale avrà da noi, da tutti noi, il rispetto che è dovuto prima alla sua carica e conseguentemente alla sua persona, lo stesso rispetto che nei confronti dell’attuale vertice non c’è stato a nessun livello. Mancanza di rispetto, istituzionale e personale, che proprio in queste ore sta coinvolgendo centinaia di Sorelle che attraverso i social stanno subendo gli insulti di soggetti sguaiati dalle spalline mutanti che cercano in questo modo la visibilità che non riescono a trovare in quanto della Croce Rossa frequentano solo i saloni e mai i servizi alle persone bisognose e più inermi.

Proprio il rispetto, personale ed istituzionale, è mancato in questi quattro lunghissimi e durissimi anni. Il rispetto che trasforma una persona in un Capo e che facilita la circolazione delle idee, quando ci sono, e lo sviluppo di progetti, quando la motivazione sia vera e forte. L’aziendalizzazione che sto denunciando di questa meravigliosa Idea passa anche attraverso la sipendializzazione dei rapporti, attraverso un do ut des che se può valere per chi sia subordinatamente dipendente, pena il demansionamento o la perdita della retribuzione, nei confronti dei Volontari veri ha meno presa, tanto che si deve ricorrere, per imporsi, non alla forza della propria ragione ma alla violenza della sanzione disciplinare. Ed è proprio un capo vero, con il carisma e la forza morale che lo deve naturalmente accompagnare, è il fattore che è mancato a questa Croce Rossa Italiana che vorrebbe mutarsi in Spa ma per fare questo sta tentando di elidere gli ultimi orpelli pubblici che imbrigliano l’azienda.

Se è stato facile, per chi non ha rispetto dell’Idea, disarticolare il Corpo Militare trasferendo il personale dipendente e smembrandone la catena di comando della struttura volontaristica, per il Corpo delle Infermiere Volontarie il processo è stato più difficile. Si è trattato di neutralizzare la gerarchia disegnata peraltro da una Legge dello Stato e sostituirla con il regime dei Presidenti che mai hanno saputo utilizzare appieno il Corpo perché mai nessuno ha spiegato o voluto spiegare loro le potenzialità di un’azione indefessa e altruisticamente volontaria nata oltre un secolo fa.

Si è proceduto a tentativi, facendosi fotografare assieme a Sorelle che indossavano l’uniforme completa e sanzionando altre Sorelle che indossavano la medesima uniforme non appartenendo al cerchio magico al momento in vigore ed esponendo l’Associazione ad una serie di ricorsi amministrativi ancora pendenti. Si è violentemente provveduto a sottrarre documenti in un’inutile caccia alle streghe e si è costruita l’identificazione di queste streghe in sei Sorelle, bandite dai luoghi istituzionali senza motivazione alcuna, con la scusa che allontanarle dai luoghi di Croce Rossa significava proteggerle ma senza raccontare che l’unico pericolo che potevano correre era appunto essere blandite da chi gioca a fare il padrone senza averne né il potere né il carisma, con disposizioni contraddittorie e mutilando le iniziative che le stesse Sorelle coltivavano sui territori quasi a nasconderle perché la visibilità è la Luce e chi pensa male e male agisce ha paura della Luce vera. Questo solo per raccontare fatti notori verificatisi negli ultimi mesi ma di cui questi quattro anni sono pieni.

Saluteremo la nuova Ispettrice del Corpo delle Infermiere Volontarie in una Donna che abbia voglia di fare e soprattutto abbia un progetto vero, che non si faccia nominare per coprire lo smantellamento di una Tradizione e di un’Istituzione secolare ma per portare nel Mondo il valore aggiunto che una Donna soltanto quando diventa Sorella sa portare, che non sia il cavalluccio di una giostra che quattro bambini vogliono far spingere a tutti i Volontari italiani ma abbia una personalità tale da saper difendere le prerogative e le facoltà proprie del Corpo e di tutte le Sorelle, conferite loro dalla Costituzione e dalle Leggi dello Stato e non da uno Statuto che cambia ad ogni cambio di stagione.

Questo è il momento giusto, Presidente, per dimostrare, dimostrare qualsiasi cosa che non siano chiacchiere di circostanza e scuse, per rilanciare veramente le due Componenti della Croce Rossa Italiana, per dimostrare quello che sai dire solo a parole, per far capire alla Croce Rossa ed al Mondo che le Infermiere Volontarie possono contribuire in maniera importante e peculiare all’azione di Croce Rossa in Italia e dove sarà richiesto senza bisogno di essere vessate e “normalizzate” da chicchessia. Se questo è il momento di cambiare il cambiamento deve iniziare adesso, facendo cessare ogni forma di aggressione ed arbitrio, prepotenza e prevaricazione, ogni qualsiasi forma. Altrimenti il piano di smantellamento sarà palese e questa non sarà mai più la Croce Rossa Italiana.

 

 

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