Croce Rossa: un mito per tutti e per nessuno

 

Tutto sembra strano, tanto strano da essere quasi normale. La Croce Rossa andava normalizzata, così come il Corpo delle Infermiere Volontarie. Per tutto era stata stabilita una data, quella del tre ottobre quando come uno yogurt rimasto troppo dietro sullo scaffale basso del frigo anche l’Ispettrice delle Crocerossine sarebbe scaduta. Nel frattempo la pressione sul Corpo era salita all’inverosimile attraverso provvedimenti normativi che proprio qualche giorno fa l’estroso autore ha ammesso essere inutili ed emanati al solo scopo di creare una scollatura. Bel modo di amministrare il patrimonio umano, culturale e sociale che gli è stato affidato, proprio un bel modo di considerare le Donne. E ci sta tutto, tutto alla fine coincide e collima.

La spaccatura che serviva a scollare le Sorelle dal loro vertice istituzionale è riuscita alla perfezione. Come ha retto fino a due mesi fa la leggenda che la paralisi nelle attività, l’accantonamento delle forme di ausiliarietà e la mancanza di formazione istituzionale fossero da addebitare ad un Vertice che aveva altre ambizioni, in mondovisione lo stesso autocrate ha confessato, tra un ghigno e una zampata, di non poter lavorare con chi gli sta antipatico, proprio come se l’Associazione intera fosse di sua proprietà. Quindi statemi a sentire, non serve essere capaci, non serve essere preparati e pronti. Bisogna per forza risultare simpatici altrimenti non c’è scampo.

La scollatura regge ancora e, mi si scusi il gioco di parole, la Reggente non ha la colla adatta per cucirla. Se vuole incidere su questo tessuto lacerato deve lasciare da parte i ricami e passare al filo doppio, deve abbandonare le comunicazioni e iniziare a dare disposizioni deve curare meglio il rapporto con le Sorelle messe ai suoi ordini e deve accorgersi finalmente di quello che le sta succedendo attorno. Deve rendersi conto che in una notte dei cristalli che ancora non è terminata, nel buio più buio che neanche una mente perversa sapeva creare si sta maturando lo stesso copione andato in scena con successo tra i fratelli del Corpo Militare, un pulizia etnica senza precedenti, commissionata proprio in quell’Associazione che si definisce umanitaria per elezione, inclusiva e tollerante per chiara fama. In questa nostra secolare Associazione attraverso lo strumento illegale della radiazione si stanno decimando le Sorelle come fossero messi il giorno della mietitura, una falce impietosa sta spianando ogni forma di contestazione, dissenso e semplice curiosità.

 

La livella normalizzatrice sta creando spazi vuoti dove prima c’era dibattito ed aggregazione, senza che il Vertice del Corpo, assolutamente muto ed immobile, abbia contezza di quanto sta accadendo.

 

 

E la cosa era immaginabile, In fondo se si radia una Sorella per un like messo sotto un post di Facebook quale sorte meschina dovrebbe colpire quella che ritaglia e costruisce l’uniforme a suo piacimento oppure l’altra appassionata di zoofilia che si diverte in uno stridente esercizio retorico a schernire con inutile saccenza le proprie Sorelle in pubblico? Nessuna? Ma allora siamo tutti i benvenuti nella nuova Croce Rossa! Quelle registrazioni le abbiamo viste tutte e tutti sappiamo della splendida esibizione di forza che è stata prima somministrata e poi video diffusa quale monito per i mesi a venire. Nulla succederà alle sventurate autrici affinché il disegno si compia perché quest’Associazione incarni appieno il paradosso che vogliono imporci e che non è rappresentato semplicemente dall’aziendalizzazione dell’Idea.

Non potrebbe essere altro che un paradosso il vivere nell’ambiente nel quale si racconta che le Componenti debbano essere tre ma soltanto una possa contare veramente, essere rappresentata a tutti i livelli e poter ingerire nelle vicende delle altre due contestando continuamente inesistenti violazioni di campo, dimenticando che per far operare le Componenti ausiliarie è necessario varare una Fondazione di scopo che è prevista dalla Legge ma è inattuata da sei anni, che bisogna costituire un Ruolo apposito per far rientrare in servizio le risorse che oggi sono disperse in un’avvilente diaspora, che i Presidenti dei Comitati non hanno ancora studiato a fondo le norme di gestione ed impiego del personale militare continuando a disporne come fossero soldatini di piombo.

 

Lo scopo è naturalmente ben chiaro ed è quello di soverchiare le Componenti storiche dell’Associazione che da Statuto invece dovrebbero essere equiparate.

 

Per i pochi fortunati che hanno avuto l’onore di esser presenti non è stato un paradosso l’intervento sulla comunicazione andato in scena durante l’ultimo Jump dove con toni sopra le righe è stato presentato un personaggio che effettivamente con l’Associazione umanitaria dovrebbe condividere ben poco. Il segno è stato superato e per chi ha avuto orecchie sintonizzate sul pezzo il messaggio è stato chiaro. Tralasciando la frase storica, quella della ripetizione delle bugie che le equiparavano a verità, bugie ormai di gran moda in Cri, si è dimenticato di sottolineare come l’arringatore nazista fosse anche quello che andava declamando che “noi governiamo con l’amore, non con la baionetta” e il fatto di proiettare più volte la sua immagine sul maxischermo ha dato il senso del regime che finalmente è uscito allo scoperto assieme a tutto lo staff che ha calpestato indegnamente l’Emblema.

L’Associazione non è stata riordinata ma sta subendo un radicale cambiamento, si aprono spazi a forza di radiazioni, spazi che si devono riempire con tutta la gente pronta a salire su un autobus che è arrivato al capolinea. Solo noi sapremo far ripartire questo meraviglioso mezzo e farlo indirizzare nella direzione giusta, solo noi che abbiamo Valori e non coltiviamo Interessi. Il resto sono chiacchiere e bugie, le stesse tanto care al simbolo del nuovo corso, Joseph Goebbels.

 

 

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