Occhi puntati sul Bambino Gesù

Che qualcosa non vada, che stia cambiando l’assetto complessivo della struttura sanitaria della sede di Santa Marinella dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù de ne sono accorti per primi gli utenti. Le prestazioni diagnostiche e specialistiche sono riservate ai soli pazienti più piccoli. Gli specialisti visitano ormai per lo più a Palidoro ed anche la diagnostica, fatta eccezione per i prelievi, è stata ridotta di molto nel tipo di esame e nella frequenza di esecuzione, limitata al lunedì ed al giovedì.

A Roma bocche cucite ma pare che il progetto complessivo porti ad una razionalizzazione generalizzata dei centri dell’Istituto di Cura e ricerca concentrando gli sforzi anche di natura economica sul complesso di Palidoro che presto si arricchirà di un altro grande padiglione dove potrebbe essere collocato anche il reparto di Santa Marinella, quello inaugurato poco più di una decina di anni fa.

Esiste una forte preoccupazione anche tra il personale che non ha informazioni adeguate ma in alcuni settori vede ridursi le ore settimanali di impiego. Un’ulteriore riduzione della gamma delle prestazioni e degli orari di apertura della struttura sarebbe un grave colpo per la cittadinanza, soprattutto per le fasce deboli della popolazione che sarebbero costrette ad emigrare per ottenere prestazioni sanitarie di qualità, come ha sempre distribuito la struttura, forte dell’elevata professionalità del proprio personale a tutti i livelli e di una scelta aziendale rivolta all’utenza in senso generale.

Una grave preoccupazione investe anche il destino dell’area su cui insite il complesso sanitario, un lotto di grandi dimensioni con annessa spiaggia e pontile che è separato dal lungomare che lo attraversa elo taglia. Nei tempi passati si mormorava di una sua eventuale destinazione turistica ma ogni volta i fatti hanno fortunatamente smentito le illazioni, per il benessere complessivo della popolazione locale. Popolazione che è già stata messa alla prova con la riorganizzazione del soccorso su ambulanza. Dopo il cambio di appaltatore generale dell’Ares Lazio di un paio di anni fa un nuovo colpo di scena è arrivato: le postazioni situate nel territorio che risponde al prefisso telefonico 0766 saranno gestite non più dall’Ares di Roma ma da quello di Viterbo senza però che il servizio all’utenza possa avere riflessi negativi.

Nel frattempo la situazione del presidio ospedaliero sul mare andrà tenuta sotto controllo per evitare brutte sorprese, di solito sempre improvvide ed improvvise.

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