Bambino Gesù, tutto a posto, chiude entro 3 anni

La risposta dell’Amministrazione comunale di Santa Marinella è arrivata tempestiva. Il presidio cittadino dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù chiuderà. Queste le parole dell’Assessore Renzo Barbazza: “Il Bambino Gesù è una struttura privata convenzionata con la Regione Lazio. In quanto tale ha la libertà e l’autonomia per decidere cosa fare e non fare, visto che risponde unicamente al Vaticano per le sue progettualita’. La Regione può intervenire fino ad un certo punto. Ho avuto due incontri con i vertici del Bambino Gesù a Roma per conoscere i loro intenti e mi è stata confermata la loro volontà di ridurre progressivamente le loro attività fino alla chiusura nell’arco di tre anni. L’amministrazione per intervenire in merito,d’accordo con la Asl Rm4, ha proposto di trasferire gli ambulatori di via Valdambrini al Bambino Gesù’, in affitto, proprio per garantire una continuità storica con una realtà sanitaria a cui la città è fortemente legata da molti anni. Siamo in attesa che il Bambino Gesu’ ci dia una risposta accettabile e congrua con le esigenze di Santa Marinella e del nostro territorio”.

La risposta dell’Assessore Barbazza è assolutamente insoddisfacente per due importante di ragioni. La prima è che la Regione Lazio accredita le strutture sanitarie secondo un principio di razionalizzazione della spesa pubblica e di accessibilità dell’utenza. Zingaretti sarebbe un folle a restare inerte di fronte alla chiusura di un presidio importante come quello di Santa Marinella semplicemente perché l’utenza non specialistica, tutta quella quindi non specificamente pediatrica, andrebbe ad ingrossare le liste di attesa delle prestazioni eseguite presso altri laboratori accreditati senza fornire loro adeguato supporto e facendo collassare la risposta sanitaria alla popolazione in breve tempo. Quindi non può lasciare ad un’Azienda privata quale il Bambino Gesù la scelta se“occupare” uno spazio nella sanità pubblica, pur in convenzione,e lasciarlo libero a piacimento quando non sia più redditizio. Il concetto di impresa, anche nel settore della Salute, non equivale a quello del liberismo da corsari, esiste una responsabilità sociale nel fare impresa che è garantita anche dalla Costituzione oltre che dalle Leggi.

Trasferire gli ambulatori della Asl di Valdambrini non è la soluzione al problema sociale. Crea un buco dove già c’è poco e sposta risorse,trasformando il ruolo di governance che un’amministrazione comunale deve avere sul suo territorio in quello di affittacamere. Se si va al Bambino Gesù non è per trovare la stessa risposta alle esigenze sanitarie che adesso da la Asl, ne per attaccamento al gradevole panorama che si gode da quel poggio. Si va in quella struttura per dimezzare le liste di attesa nella diagnostica, si va li per ottenere una visita specialistica in tempi più brevi. La politica non può rimanere inerte alle esigenze del territorio e della sua popolazione.Un piano alternativo non può essere quello di semplice trasloco di uffici; la risposta deve essere più articolata, questa Città se la merita.

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