Croce Rossa: la misoginia spiegata ai ragazzi

Croce Rossa: la misoginia spiegata ai ragazzi

12 Dicembre 2018 0 Di Cristiano Degni
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Finalmente ce l’ha fatta, ha gettato la maschera. Complice l’atmosfera natalizia o più verosimilmente le ultime due portate di cous cous marocchino che gli si sono parcheggiate alla bocca dello stomaco, l’autarca ci ha deliziato della sua unica ed autentica dichiarazione con la quale ci offre la sua personale valutazione delle Donne, esprimendocene la sua considerazione e disegnando il perimetro nel quale le vorrebbe confinare in Croce Rossa Italiana.

Il problema tra lui ed il Capo del Corpo delle Infermiere Volontarie è stato interpretato in maniera troppo personale e si è dilatato fino ad aggredire ed offendere tutte le Donne in uniforme che oggi, dopo aver letto sulle pagine dell’edizione online di un noto quotidiano nazionale, ma vorrebbero proseguire per via giudiziale quello che pare ad ogni effetto un regolamento di conti. Non si può certo dire che questi quattro anni, segnati da un Comandante delle Sorelle molto volitivo e poco controllabile, siano andati giù dritti. Tanto per rinfrescare alcuni passaggi sarebbe opportuno che tutti ricordassero la vicenda dei distintivi di grado, quella delle nomine, delle acquisizioni documentali, delle sedi degli Ispettorati, della gestione dei fondi della difesa e della ancora non operativa Fondazione dei Corpi Ausiliari. C’è stata una guerra, quindi, tra due persone, nessuna ha voluto cedere un centimetro all’altra, ed in mezzo un glorioso Corpo fatto di Donne che hanno scelto da che parte stare, schierandosi alcune con l’Istituzione ed altre con il Presidente. Lo stesso Presidente che oggi parla a ruota libera senza mostrare rispetto né per queste Donne né per l’Istituzione. Parla di soldi spesi per rappresentanza e visibilità, dimenticando che le Crocerossine non hanno autonomia di spesa, che non hanno libretti di assegni da staccare e spargere, dimostrando di non sapere come funziona l’amministrazione del Corpo e che le spese di rappresentanza sono state autorizzare e pagate in parte dal Ministero della Difesa ed in parte direttamente dalla sua Associazione. Però non mostra ai suoi cari Volontari i contrattini dei vari dirigenti di Croce Rossa, non dice i nomi e gli stipendi dei vari assunti dall’Associazione e non ci racconta di quanto siano costate alcune chicche come ad esempio Jump, mentre in tanti Comitati stanno saltando i conti e quasi tutti non pagano più gli stipendi in maniera regolare. E’ fisiologico che il Corpo “non sia attrattivo”, non è un autobus sul quale salire per regolare questioni di prestigio personale o cercare facili guadagni, è un luogo ideale nel quale si coltivano ideali e valori antichi ma nuovi e presenti anche nella moderna società. E’ il posto dove si abbattono le differenze di censo e ogni altra barriera tra le persone indossando tutti lo stesso camice, appellandosi tutte Sorella e venendo distinte soltanto per la funzione attualmente rivestita. Ma la sua presidenza nulla ha fatto per rinnovare il Corpo e la dimostrazione della sua scarsa conoscenza delle persone e delle regole è nel continuo rifiuto alle candidature proposte, donne senza motivazione, senza la necessaria esperienza, senza quel substrato personale e culturale che le possa far spiccare in un insieme di persone formalmente tutte uguali. E proprio due ministri Donna hanno fatto più volte questo rilievo a chi, hanno compreso, non ha il necessario rispetto proprio per le Donne che sono il cuore dell’Associazione che dovrebbe rappresentare. E proprio i rilievi delle due Donne Ministro dovrebbero far capire all’autarca che il soggetto fuori posto è lui, che non conosce il suo personale e non sa far funzionare il Corpo che pretende di governare. Il resto è la piena dimostrazione di un personalismo che ha strabordato anche i confini dell’opportunità per ledere l’autonomia e le prerogative circoscritte ed assegnate dalla Legge e tentare di ammainare una Bandiera che da 33 anni sventola in una direzione sola, sorretta da mani che hanno aiutato, salutato, carezzato, sorretto ma mai preso nulla. Ecco, questa è la differenza vera, questo il modello che si vuole cancellare dalla Società e dalla Storia. Per questa ragione l’autonomia e le prerogative del Corpo delle Infermiere Volontarie devono essere progressivamente annullate, proprio per disarticolare un modello virtuoso e per omologare in azienda un’Idea di volontariato straordinaria, ugualitaria e vincente. Non è determinante chi sia messo a Capo del Corpo, assolutamente,le persone passano, sono le Istituzioni ad attraversare i Secoli. Ma se uno era insopportabile e gli altri sono inadeguati bisognerà cominciare a porsi la domanda su chi sia veramente di troppo in questa meravigliosa Associazione, chi ci sia capitato per sbaglio, chi non abbia i meriti per restarci. La Croce Rossa non è questa azienda misogina, la Croce Rossa è un’altra cosa.

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