Croce Rossa: il silenzio dei numeri uno

Croce Rossa: il silenzio dei numeri uno

18 Dicembre 2018 0 Di Cristiano Degni
Spargere la conoscenza
  • Yum

E’ un’azienda veramente strana questa Croce Rossa, tenta di vestirsi da industria ma quei personaggi dagli incarichi altisonanti, dai lunghissimi stipendi e dai contrattini assai poco trasparenti non riescono a farla sollevare da terra. Così sono buoni tutti, direte voi. Ed il problema è proprio quello, la trasparenza delle procedure di selezione, delle modalità di assunzione e della gestione amministrativa di contratti ed incarichi. E sul fatto che a livello qualitativo sicuramente le retribuzioni non corrispondano alle capacità potrei citarvi una fila così lunga di esempi che farei svenire tutti per stanchezza.

Allora mi baste ràraccontarvi di Roma, di quell’Area Metropolitana che è Comitato e organo sovraordinato allo stesso tempo. Non si può fare, penserete voi, è concorrenza sleale, commistione di interessi, è qualcosa,come la si voglia definire, di irregolare. Ebbene si, ma siamo in Croce Rossa, le regole, quelle conosciute nel resto del mondo, devono rimanere fuori dalla porta. Allora vi dicevo, come esempio, di questo superComitato che è al tempo stesso il committente ( troppo spesso)unico di molti Comitati della Provincia di Roma e il loro principale( spesso unico) debitore ha legato con questo sistema del doppio filo la politica di queste tante micro Associazioni nella quale la Croce Rossa Italiana ha frazionato i suoi Soci.

E questa è la politica sbilenca, disallineata che sta viziando tutto il Sistema. I conti non tornano mai e i debiti del Comitato romano stanno creando problemi di liquidità a tutta la Provincia. La cosa strana, poco trasparente, è che il Comitato dell’Area Metropolitana oltre ad essere il debitore dei Comitati locali è anche l’organo che può proporre il loro commissariamento. Si crea quindi un circolo vizioso che non ha uscita. Da qui una prassi di elevata scioltezza nel far circolare note di credito e reciproche fatturazioni senza che mai un bilancio consolidato – atto contabile scomparso con l’estinzione del dinosauro Ente Pubblico – possa fotografare in alta definizione lo stato di salute finanziaria di questa società irregolare.

Le patologie sono tante, così tante da vincolare i Comitati e togliere loro l’Indipendenza che oltre ad essere statutariamente prevista è anche strutturalmente necessaria alla loro azione sul territorio. Si sovrappongono quindi i servizi, naturalmente sempre in danno di chi è più piccolo e meno quotato. Si ritardano anche i pagamenti. Proprio qualche giorno fa i dipendenti del Comitato romano raccontavano di non aver perso il lavoro ma lo stipendio e proprio la Croce Rossa,quella grande famiglia che dovrebbe contrastare la vulnerabilità, è abilissima a crearne di nuova ed a mettere in difficoltà che vede amici e vicini andare a spendere sotto natale la tredicesima ed invece ha ricevuto un acconto sulla mensilità in pagamento a novembre.

Anche il bilancio preventivo, recentemente presentato ai Soci, ha subito una vistosa cura dimagrante e la cosa non è passata inosservata. Cercare di applicare un modello aziendale dinamico ad un ente che dovrebbe evitare di impegnare il suo tempo a mantenere i conti in ordine ed impiegarlo nel servizio alla sua Comunità è stato l’errore che ha travolto ogni prospettiva di riordino della Croce Rossa Italiana.Applicare una seria spending review è più che mai necessario. Le diseconomie sono tali da condizionare ogni azione e la prevalenza dei lavoratori subordinati sui Volontari snatura completamente il patto associativo. Chi è Volontario spende il suo tempo in un contesto che invece è caratterizzato da egoismo ed ipocrisia, in un ambiente che ha perso le caratteristiche di generosità ed altruismo che lo dipingevano quale isola felice. Le risorse risparmiate con la seria revisione auspicabile e non più rimandabile possono essere moltiplicate a favore degli ultimi. Perché la Croce Rossa è un’altra cosa.

Sostienici

Informazioni Personali

Totale Donazione: €5.00

Spargere la conoscenza
  • Yum

L’inchiesta che stiamo conducendo è lunga e faticosa, anche se il personale che se ne sta occupando è tutto volontario ci sono alti costi da sostenere, tra i quali a mero titolo esemplificativo l’acquisto dello spazio web, il riscontro dei fatti e delle fonti, l’acquisizione dei documenti. Puoi contribuire anche tu alla nostra attività, alle nostre ricerche, a tutti i costi che sosteniamo con una piccola donazione o con un contributo a piacere. Non siamo un partito, non riceviamo contributi pubblici, non siamo alla ricerca di un facile consenso ma possiamo continuare nella nostra opera di informazione controcorrente grazie al sostegno dei lettori come te, a cui piace conoscere anche l’altro lato di ogni medaglia. Se puoi farlo per noi è importante, se non puoi continua a leggerci lo stesso.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •