Croce Rossa: senza vincere né convincere

E’ innegabile aver dimostrato fino ad ora, in questo lungo viaggio all’interno della nuova Croce Rossa Italiana che esista e sia stato impiantato un Sistema e che questo Sistema sia incompatibile con l’Idea di Croce Rossa e con i modelli di organizzazione di Volontariato finora sperimentati nel nostro Paese, finora normati anche a livello europeo. Un nuovo che avanza, a spinta, e travolge irreparabilmente tutto il nostro mondo, tutto quanto era stato costruito spianando chiunque si frapponga tra la necessità di preservare il buono e il bisogno di aziendalizzare e contabilizzare tutto, chiunque non voglia essere normalizzato è effettivamente ed immediatamente spianato.

La nuova Croce Rossa ha bisogno di Presidenti mansueti, allineati, disponibili al business e che possano fare credito, alla bisogna, come vacche da mungere prima di andare al macello. Sfido qualsiasi Presidente, alla lettura di questi miei pensieri, dal mettersi a fare il cherubino. Non ci sono più angeli e chi si affida a questo Sistema ne è pienamente responsabile lasciando all’oscuro di tutto i propri Soci. Nemmeno i dipendenti possono protestare o chiedere semplicemente chiarimenti. O devono essere grati a chi gli ha procurato un posto di lavoro o sono talmente precari da dover ottenere anche il permesso di mettersi a sedere sul posto di lavoro. Le rappresentanze sindacali sono perfettamente consone al Sistema e normalizzate.

Nessuno ha interesse a consolidare i conti dell’intero Sistema Croce Rossa, cosa che sarebbe utile oltre che rispettosa della Legge, per capire il fenomeno e l’ampiezza di un business che solo i ciechi o quelli troppo distratti non voglio vedere,

business realizzato sulle spalle e con le braccia dei Volontari veri, quelli che si sono fatti sfuggire un sogno dalle mani

Se per ipotesi si provasse a quantificare in un documento ufficiale la somma di tutti i crediti vantati dai Comitati della provincia di Roma verso il Comitato dell’Area Metropolitana, tanto per citare un facile esempio, si noterebbe che la somma di questi è ben maggiore dei debiti che lo stesso Comitato dell’Area Metropolitana iscrive verso i Comitati della Provincia e questo da la misura del perche’ non si rediga un bilancio consolidato e perche’ la situazione finanziaria sia sul punto di collassare. Ci sono ordini che non devono essere eseguiti perché in un associazione con i conti in ordine certe richieste non si dovrebbero nemmeno concepire, richieste come quelle di gestire note di credito sui rimborsi per le donazioni di sangue, come quelle di creare e movimentare centri di costo da inserire nella contabilità da presentare ad Ares per il servizio di emergenza su strada.

Bisognerebbe capire per quale ragione le Prefetture di Roma ed Agrigento abbiano rallentato i pagamenti; una ragione ci sarà ma ai Soci la governance di questa meravigliosa Idea trasformata in azienda certe cose non ha proprio intenzione di farle sapere. E quindi alla luce di questo, che è solo l’antipasto natalizio della radiografia dei conti di tutta la Croce Rossa che vi racconterò nei prossimi mesi, si comprende quale siano le ragioni di altre fenomenologie tra le quali il contrasto alla richiesta di trasparenza, le ragioni della chiusura ermetica di certi cassettini, della mancata esposizione di determinati importanti documenti e tanto altro astio nei confronti di chiunque chiedesse chiarezza e ragioni a chi chiarezza e ragioni ha l’obbligo morale e giuridico di fornire ai propri volontari.

Si comprende anche il motivo per il quale le elezioni del seggio nel consiglio direttivo del Comitato dell’Area Metropolitana di Roma Capitale alle quali ho concorso nello scorso mese di aprile siano state segnate da gravi irregolarità e profonda slealtà. Immaginate se mi fosse stato consentito sedere a quel tavolo cosa sarebbe successo. Sicuramente i problemi finanziari che adesso tirano verso il fondo il Comitato sarebbero stati risolti prima, meglio ed in maniera più trasparente. Ma c’è chi non vuole che questo accada, c’è chi ha altre idee per il futuro dell’Associazione di Volontariato più grande d’Italia, c’è chi non ha ancora capito che la Croce Rossa è un’altra cosa.

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