“In the days of my youth”: 50 anni fa i Led Zeppelin sotto le puntine.

“In the days of my youth”: 50 anni fa i Led Zeppelin sotto le puntine.

12 Gennaio 2019 0 Di Cristiano Degni
Spargere la conoscenza
  • Yum

A far nascere nel 1968 i Led Zeppelin è il forte senso della parola di Jimmy Page. Unico rimasto degli Yardbirds, quelli di For your Love per intenderci, decide di mantenere fede ad un tour musicale per il quale aveva già firmato un contratto e si mette a cercare altra gente per accompagnarlo. Raduna il bassista e tastierista  John Paul Jones ed incontra anche  Robert Plant, cantante, e  John Bonham , batterista. Il gruppo si chiamerà New Yardbirds.

Tornati a casa i quattro si accorgono di aver stretto un legame forte e decidono di cambiare il nome al gruppo che avrebbe dovuto essere Lead Zeppelin, e cioè lo Zeppelin di piombo, poi mutato il Led Zeppelin anche per un agguerrito contrasto con gli eredi della famosa casa costruttrice di dirigibili. I quattro no incidono subito, preferiscono generare un repertorio che fanno suonare mollo in tutti i teatri disponibili. Poi il lampo; tre giorni di lavoro e 1750 sterline di budget, copertina compresa, e l’album con il dirigibile in copertina prende luce, aiutato anche dalle 50.000 prenotazioni che avevano messo insieme in un mese solo negli States, una band senza vinile alle spalle che in qualche mese di concerti è già una leggenda e che contribuisce a chiudere il decennio del Rock ‘nd Roll per entrare di corsa in quello dell’Hard Rock.

Esce negli Stati Uniti proprio cinquant’anni fa e cioè il 12 gennaio 1969, prima apparizione ufficiale nel panorama della musica incisa del rivoluzionario gruppo

I testi erano generalmente scritti da Plant ma soprattutto nei primi tempi ancora sotto la supervisione di Page. Si parla di donne (“Dazed And Confused”), rapporti di coppia (“Your Time Is Gonna Come” e “How Many More Time”), amori che finiscono (“Babe I’m Gonna Leave You”) e delusioni sentimentali (“Good Time Bad Time”) con un linguaggio molto elementare, mai forbito e spesso sessualmente esplicito, testi che sorreggono la musica, quindi, mai il contrario. Lo stile musicale parte dall’eredità degli Yardbirds per contaminarsi nel lavoro dei Cream e di Jimi Hendrix, quel blues da far evolvere con altri mezzi strumentali e altre sonorità ritmiche. Nove i pezzi che compongono l’album e nove diverse stanze musicali.

Good Times Bad Times” è rock, semplicemente rock anni 60, caratterizzato da una sua linea di basso e da un riff sopra la media con uno dei primi assolo di Page. “Communication Breakdown” è qualcosa di dirompentemente diverso, una fusione chirurgica tra il nuovo hard rock e il  rock’n’roll del decennio precedente. Quello che i Led Zeppelin dimostrano di saper fare, e bene, è cambiare ritmo tra un brano e l’altro. Esempio ne sono  “Your Time Is Gonna Come” e “Black Mountain Side”. Nella prima si esalta Jones  e la sua meravigliosa tastiera mentre nella seconda emerge un ospite particolare, Viram Jasan,  che conferisce un sapore mistico ad un esercizio di stile condotto, organizzato e dominato da Page. E’ la ballata “Babe I’m Gonna Leave You” che si registra il cambio di passo epocale, una litania fatta di arpeggi che si alternano a cambi di ritmo più rock in cui il dolce sussurro diventa un grido stridulo che accelera quando Plant dice alla propria amata che dovrà andare via.

Il disco è comunque un gran pezzo di blues con due pezzi  “You Shook Me” e “I Can’t Quit Me Baby” che sono blues fino all’ultima nota diluito in un calice distorto, acido, quasi simile al rock blues dei Cream. Viene quindi certificata l’evoluzione di un tipo di canzone blues nei grandi capitoli del disco,  “Dazed And Confused” e “How Many More Times”. La prima è una cover degli Yardbirds, sulla quale i i Led Zeppelin costruiscono un pezzo pieno furia e sonorità sconosciute. Anche in “How Many More Times”, un tema blues  viene riscritto in un’altra dimensione in parte metafisica che sconfina al di là della realtà, oltrepassa territori sconosciuti e diventa un qualcosa da idolatrare.

Oltre cinquanta settimane in classifica Usa, il sesto posto in Gran Bretagna e il decimo negli States e ottenendo anche il riconoscimento di un disco d’oro. Aldilà del successo commerciale il grosso merito dell’album fu di istituzionalizzare quell’hard rock, in precedenza già esplorato da Blue Cheer, Who, Cream,ma che qui diviene messaggio bandiera del groppo, immediatamente ripreso e consolidato dai Black Sabbath e i Deep Purple.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •