Croce Rossa: la scoperta dell’acqua tiepida.

Croce Rossa: la scoperta dell’acqua tiepida.

5 Aprile 2019 0 Di Cristiano Degni

Come in ogni favola che si rispetti stiamo tutti aspettando il lieto fine, rappresentato in questa tragedia moderna dalla decisione, dal dispositivo della Corte Costituzionale che si è riunita in seduta pubblica il 5 marzo scorso e da allora ci ha lasciati tutti col fiato sospeso.

Cosa ci vorrà far sapere la Corte, cosa vorrà comunicare a tutto il popolo di Cri che aspetta un suo cenno? A volte, come si dice a scuola, anche il silenzio è comunicazione e noi il messaggio dovremmo averlo recepito e registrato. In fondo chi si aspetti una constatazione diversa dall’ovvio è destinato a rimanere deluso. Se si chiede a chi ci capisce, quindi non a me o a te che mi leggi, se l’Associazione della Croce Rossa Italiana sia stata privatizzata o meno il nostro interlocutore è legittimato a darci dei cretini, come ha già fatto più volte lo stesso Autarca, colui che tutto sa e tutto capisce. Il tema della privatizzazione non deve essere toccato, il concetto non deve essere sfiorato.

La Croce Rossa Italiana è un soggetto pubblico e non è un’associazione privata anche se qualcuno la gestisce come fosse un’azienda anomala, una non associazione dotata di un non statuto in grado di modificarsi e rigenerarsi ogni volta che sia necessario.

E non lo dice questo cretino ma la Corte dei Conti, il cui documento che racchiude la relazione sul controllo eseguito nei confronti dell’Ente Strumentale per l’esercizio contabile 2017 lancia una serie di concetti e dimostra una grande massa di elementi che sono estremamente suggestivi ed illuminanti. In un passaggio a pagina della relazione l’estensore ci illustra un concetto fondamentale, talmente grave e preciso che voglio riportarvelo per esteso:

In sintesi, quindi, l’Associazione, pur essendo persona giuridica di diritto privato ed essendo inquadrata tra le organizzazioni di volontariato del cosiddetto Terzo settore, viene qualificata di interesse pubblico ed è intestataria di un consistente apporto patrimoniale da parte dello Stato, nonché di contributi ordinari da parte del bilancio statale sulla base di riparto a valere sul finanziamento del Fondo sanitario nazionale da effettuarsi con decreti annuali dei ministeri competenti. Non è quindi dubitabile che essa sia da considerare ente da assoggettare a controllo della Corte dei conti ai sensi della legge 21 marzo 1958, n. 259. Inoltre, data l’esistenza di un apporto patrimoniale da parte dello Stato, per di più di entità considerevole, il controllo della Corte dovrebbe effettuarsi con le modalità di cui all’all’art. 12 della legge appena citata. Tale, d’altra parte, è sempre stata la forma di controllo cui sono stati assoggettati l’ente pubblico Croce rossa italiana e successivamente l’ESACRI. “

Il resto, ovvero qualsiasi argomentazione contraria, sono chiacchiere al vento. Nella stessa misura anche i Comitati territoriali devono essere assoggettati a controllo analogo in quanto hanno un’autonomia soltanto sulla carta ma subiscono poi nei fatti la direzione ed il controllo dell’Associazione nazionale senza alcuna possibilità di scelte autonome e reazioni contrastanti e quindi ne sono semplicemente le articolazioni secondarie.

Se è sempre stato indiscutibile che fossero da considerare Ente pubblico i Corpi Ausiliari, finanziati dallo Stato e con i vertici di nomina pubblica, questa rivelazione della Cortebd dei Conti deve farci aprire gli occhi e farci riflettere sulla necessità di alcune scelte sconsiderate in campo finanziario ed operativo, sulla necessità di rivedere le strategie, sulla pubblicità e pubblicizzazione di nomi, compensi, incarichi e documenti. Le conseguenze possono essere di gravissima portata, perdurando i consueti ed attuali inadempimenti, conseguenze che potrebbero coinvolgere non soltanto gli attuali vertici ad ogni livello ma anche tutti quelli che si prestassero a condotte ormai fuori da ogni protezione normativa.

La prossima Croce Rossa, quella che dovrà rinascere dalle urne nel 2020, dovrà essere la Croce Rossa dei Diritti, della Trasparenza, dell’Inclusività, della Partecipazione e della Libertà di Espressione. Lo vogliamo in tanti, oramai, lo vogliamo tutti, i numeri ci daranno ragione, perché la Croce Rossa è un altra cosa.

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