Croce Rossa: la trasparenza sia la normalità

Tra le tante cose di cui la Croce Rossa si occupa la più trascurata è la trasparenza interna, trascurata per disinteresse o per scopi indicibili.

Ci sono tantissimi spazi ancora da perlustrare in questa Croce Rossa che sta evolvendo verso un involuzione, e mi si scusi il gioco di parole. E’ comunque si voglia considerare un organismo vivo, forte, animato da buoni principi. Ed allora cosa ci stanno a fare certe insondabili opacità? Servono a nascondere l’indicibile? Che poi si tratta di un indicibile che dovrebbe servire pochi a discapito di molti, vanificando anche il barlume di democrazia partecipativa che dovrebbe essere proprio di ogni organismo associativo. Questo barlume invece che non esiste nel settore commerciale, in quello profit, potrebbe essere il segno della deriva che sta travolgendo la Croce Rossa e la sta spostando da essere un organismo collettivo portatore di interessi pubblici e diffusi a diventare una smart profit qualsiasi.

Non ha senso comportarsi in questa maniera occultando quello che andrebbe mostrato, perché la massima trasparenza dovrebbe rappresentare la normalità. Altre Associazioni, private come la Cri, pubblicano sul sito istituzionale le retribuzioni dei loro dirigenti senza nulla togliere a queste preziose persone, alla loro opera ed alla loro dignità. Potremmo proiettarci con un balzo solo nel futuro se riuscissimo anche noi, entro qualche giorno, a fare la stessa cosa, mettere sul sito nazionale della Croce Rossa Italiana un bel paginone con nomi, data di assunzione, durata del contratto, mansione e costo lordo di tutti quelli che non hanno un incarico meramente esecutivo, indipendentemente dalla loro retribuzione.

 

la massima trasparenza dovrebbe rappresentare la normalità

 

Ci guadagnerebbe senz’altro l’immagine dell’Associazione di volontariato più grande d’Italia, oggi appannata da personalismi, corse in avanti, scelte fatte in solitario, sbagliate e mai condivise. Potrebbe essere l’occasione con la quale questa autoreferenziale governance riqualificherebbe se stessa restituendo il giusto valore ai fatti, dimenticando le chiacchiere ormai sparse e ribadire in continuazione, rendendo nulli tutti gli scaricabarile fati fin ora e dimostrando la centralità della componente volontaria rispetto alla trasformazione in azienda che l’Associazione non vive ma subisce in silenzio.

Si dovrà fare molto per tirare fuori la Cri dal pantano nel quale è stata parcheggiata con il freno a mano tirato e senza mettere in campo grossi e costosi progetti con poco si potrà dare molto, iniziando dalla trasparenza. Mi farebbe piacere che chi può recepisca questo messaggio che non è soltanto mio ma è la sintesi delle istanze di una base che vuole contare e non farsi contare, e che sappia dare un segnale vero, forte ed efficace. Perché, come sappiamo tutti, la Croce Rossa è un’altra cosa e fortunatamente non sono il solo a pensarla così.

 

 

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