Croce Rossa: i giochi sono fatti, Volontari addio.

Croce Rossa: i giochi sono fatti, Volontari addio.

2 Giugno 2017 1 Di Cristiano Degni

Lo provano le carte, questa Croce Rossa agisce da impresa su tutto il territorio nazionale. A questo punto i Volontari non sono altro che apprendisti, pronti ad essere assunti?

Qualche giorno fa avevo avanzato una richiesta. Naturalmente sapevo già che nessuno mi avrebbe risposto. Questa Associazione è la Croce Rossa delle minacce, delle sanzioni ed anche la Cri delle mancate risposte. L’ho definita un azienda alla nord coreana e mi scusino molto gli amici orientali; forse è qualcosa di peggiore, qualcosa di più astratto ancora. In parole povere volevo sapere come mai il Comitato di Roma andasse a razzolare in quel di terra calabra, o meglio avesse tentato di farsi aggiudicare l’appalto di Isola Capo Rizzuto, in uno con la Cri locale ma in qualità di capofila.

Nessuna risposta è venuta da quel Comitato dell’Area Metropolitana di Roma Capitale nato in sordina da una delibera dell’Assemblea nazionale, cioè votato da tutti i Presidenti più distanti possibili dalle cose romane ma che ai Volontari della Provincia romana non dà nulla. Naturalmente ho parlato di Volontari perché il Comitato a oltre duecento persone vestite di rosso qualcosa la dà, ma è un altro argomento su cui tornerò volentieri. Dicevo che non esiste risposta da via Ramazzini, probabilmente non si tratta di semplice maleducazione ma della mancanza di argomenti seri, legittimi, validi.

La risposta arriva invece dai Volontari di Agrigento, terra di Sicilia, che mi hanno detto che sono un cialtrone. Avete letto bene, non un cretino e poi un imbecille come ha detto quel signore in assemblea, loro parlano di cialtrone perché non mi sono andato a leggere gli atti della Prefettura della loro splendida Città che nello scorso ottobre ha assegnato ad un’ATI, associazione temporanea di imprese, la gestione del CPSA, pronto soccorso ed accoglienza, di Lampedusa. Quest’Ati, costituita con atto notarile come previsto per Legge, è composta da una capofila, che sarebbe Croce Rossa Italiana – Comitato dell’Area Metropolitana di Roma Capitale, che gestisce e rappresenta l’ATI e poi dal Consorzio Opere di Misericordia, il braccio secolare della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia.

Quando facevo riferimento al doppio problema che avvolge la moderna Croce Rossa, quello della gestione aziendale e della possibilità che alcuni Comitati siano più importanti di altri e che quindi possano agire in contrasto di ogni regola interna, riportavo un ragionamento, magari a livello di cautela, senza nemmeno immaginare che si trattasse di una cosa che potesse accadere. Capisco e comprendo quindi l’indignazione dei nostri amici di Agrigento in quanto l’appalto è stato assegnato dalla Prefettura competente proprio ad ottobre scorso, quindi dalle supposizioni siamo in piena realtà, non è più una fiction. La Croce Rossa fa impresa, lo dicono gli atti ed i nomi giuridici sotto la cui forma agisce, ed ha il requisito dell’extraterritorialità, come le Chiese nei film antichi.

Cosa c’entra a questo punto il Volontariato con quest’azienda commerciale che non ha più un emblema ma solo un marchio, peraltro registrato come fosse una bibita qualsiasi? Risposte dal Comitato di Roma non credo arriveranno mai ma sarebbe opportuno che su quest’ultima domanda qualche Presidente iniziasse a riflettere, anche perché se i Volontari decidessero di riprendersi la loro Croce Rossa ne avrebbero ogni diritto. E in molti si stanno già facendo sentire.