Croce Rossa: meno male che c’è l’induction.

L’altro giorno aiutavo un amico a collegare un portatile nuovo alla rete del suo ufficio. Per testarne la velocità abbiamo cercato la parola “contratto” su Google e sono usciti, nell’ordine, questi suggerimenti: contratto ente pubblico, contratto forze di polizia, contratto forze armate, contratto scuola, contratto della longa. Essendo il computer appena tolto dall’imballo, l’algoritmo non considera le frequenze di ricerca e le preferenze personali ma solo la frequenza di ricerca di determinate parole. Quel contratto, come tutti i contratti che non siano del personale con mansioni meramente esecutive, non si può leggere. La Croce Rossa Italiana, nonostante le norme che anche ultimamente impongono la pubblicità di determinati atti, preferisce nascondere quello che probabilmente non sa giustificare, e lo cela in quel lembo di terra che separa l’opacità dall’illegalità.

Mi riferisco all’amico Della Longa per puro caso ma la lista di atti ingiustamente secretati è molto lunga, sicuramente troppo lunga ed in tanti, come dimostra il meccanismo nel motore di ricerca, c’è evidentemente una ricerca di chiarezza, una voglia di trasparenza che travalica la pura curiosità e che ha ormai assunto una portata così grande da non poter più essere trascurata, provenendo non solo dall’interno dell’Associazione ma anche da fuori. In questa meravigliosa Associazione diventata Società irregolare c’è un proliferare di posizioni di lavoro, messe su un vassoio di argento da chi negli anni scorsi criticava la macchina amministrativa dell’Ente Pubblico dicendo che gli addetti erano in soprannumero ed ora moltiplica gli organigrammi e inventa posizioni di peso ogni mattina, come la gallina Carolina scodella il suo ovetto ma facendo meno chiasso.

Ecco, proprio questo giocare dietro schermi opachi sta trasformando tutto il processo di riordino della Cri nell’ennesimo assumificio, carrozzone spolpato regolarmente autoreferenziale come autoreferenziale è il suo sommo vertice. Tanti gli annunci di lavoro e le posizioni aperte, tutti affidati ad agenzie interinali ed a miracolatissimi HR developer con il risultato che sta scandalizzando tutti: con una media intelligenza si supera un setaccio fatto di nulla e chiunque abbia un minimo di esperienza di Croce Rossa sa individuare a priori i destinatari delle splendide retribuzioni. Alcuni fatti specifici sono stati anche sbattuti sulla stampa ma è odiosamente banale andare in giro a raccontare di consiglieri di comitato diventati dirigenti, di presidenti che si fanno assumere dal loro stesso consiglio direttivo, di altri che si dimettono, si fanno assumere ma al loro posto piazzano mogli/mariti/fidanzate.

 

 

 

Non può essere sana, in fondo, quell’organizzazione nella quale si accede e si conquistano posizioni di vertice a furia di chiacchiere e fregnacce per poi, al primo bando, si getta la maschera per saltare sul famigerato posto fisso, e non può essere altro che un’ organizzazione patologicamente corsara, fatta di gente abituata all’approfittamento, magari quegli stessi soggetti che nel regime pubblico sguazzavano come rane nello stagno salvo criticarlo apertamente. Eppure se quest’Associazione fosse sana, se i suoi vertici avessero un minimo di orgoglio, certe manifestazione da prima repubblica dovrebbero essere bandite. Addirittura nella pubblica amministrazione di oggi vige il principio di inconferibilità che vieta a chi ha avuto incarichi di vertice o ai suoi familiari di essere retribuito dalla medesima organizzazione; in Croce Rossa no, e di questo non si può e non si deve nemmeno parlare.

In Croce Rossa, dicevo, non è così e un fratello Presidente può aprire molte porte. Purtroppo ognuno di noi ha esempi del genere davanti e se nessuno alza la testa e si oppone a questo Sistema è perché magari è sopraffatto dal bisogno e sa che domani, o forse dopodomani, la ruota potrebbe girare anche per lui. Anche perché se un posto non c’è i nostri Capi sono buoni, se lo inventano. I più assidui tra voi avranno visto i mirabolanti annunci di posizioni a sei cifre offerte a iperlaureati ed assegnate poi a semplici diplomati con un duplice danno: da una parte il fatto di strapagare un raccomandato e dall’altra quello di escludere dalla selezione tutti quelli che hanno rinunciato solo perché magari non avevano oltre alla possibilità di “farsi sentire” anche quella di farsi valere, cioè un titolo di studio adeguato al bando e che nella mente di persone “normali” veniva considerato come un’importante requisito.

Se in questa Croce Rossa non è così che dirvi allora, fatevi sotto ragazzi, giovani e meno giovani, c’è ciccia ed è proprio ciccia calda, fatevi sotto, allineati e coperti, c’è un’induction che aspetta proprio voi. A quelli che invece sono qui perché credono ancora e nonostante tutto nell’Istituzione e nel suo Emblema chiedo di avere ancora un poco di pazienza, molto poca, sappiamo tutti che non è questa la Croce Rossa, non è la nostra Croce Rossa né quella di Dunant e di tutti quelli che per l’Idea stessa di Croce Rossa hanno dato la Vita, metaforicamente o meno. Coraggio ragazzi, coraggio.

 

 

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