Croce Rossa: lavoro in corso

 

Si sta aprendo adesso, sull’onda di fatti che assumeranno presto rilevanza nazionale, un forte dibattito all’interno dell’universo della componente attiva dell’Associazione di volontariato più grande d’Italia. Ho parlato spesso di un processo di aziendalizzazione di un’idea, progettato in silenzio ed attuato sottovoce ma che sta facendo  alzare i toni in ogni Comitato d’Italia: lo scontro sarà inevitabile.

 

Questo è un periodo duro, difficile per tutti, dove il lavoro è poco, quasi non esiste eppure proprio l’associazione che dovrebbe aiutare le vulnerabilità crea una situazione paradossale in tema di lavoro, un lavoro fuori dai normali canoni e diverso da ogni altra tipizzazione, il lavoro senza stipendio.

 

Esiste un problema di status che affligge i Volontari, le decine di migliaia di persone che prestano la loro opera per i servizi della Croce Rossa Italiana in maniera disinteressata e gratuita. Se questi servizi non vengono eseguiti e prestati gratuitamente in un certo numero e sotto le direttive di una persona che ne ha responsabilità di incorre, senza appello, nella radiazione dall’Associazione, alla perdita dello status di socio e non come fino a qualche tempo fa alla sola perdita della qualifica di Volontario. Per il non statuto d questa singolare società irregolare si perde lo status di socio per morosità, quando non si paga nei termini la quota annuale, per dimissioni, per morte, per provvedimento disciplinare di radiazione e per non aver compiuto il numero di servizi nell’unità di tempo così come definiti nel regolamento.

Tale regolamento può essere poi modificato dall’assemblea regionale, come sta avvenendo in Puglia, dove si vorrebbe rendere più faticoso ancora l’adempimento del proprio dovere statutario ai soci volontari aumentando il numero dei servizi nel periodo da prendere in esame, normalmente il trimestre solare e la cosa induce ad estremizzare ancora di più il concetto che sta passando di bocca in bocca nel nostro mondo.

Si tratta di capire quale sia la posizione dei Volontari all’interno di questa “associazione – partito – azienda” che sta riducendo il numero dei partecipanti “senza assegni” in maniera verticale, nonostante i mirabolanti annunci, per far posto a dipendenti retribuiti anche con stipendi a sei cifre per ogni tipo di posizione, anche quelle che da sempre sono state appannaggio e dotazione organica dei Volontari.

 

I quali rimangono alla finestra ma non possono nemmeno stare fermi perché se rimanessero immobili sarebbero immediatamente espulsi, qualcuno sostiene addirittura licenziati.

 

E il concetto di licenziamento non è poi così differente dalla realtà. In effetti si presta un opera, sotto le direttive e secondo un piano che viene impartito dall’alto e di cui non si è assolutamente in grado di modificare alcunché. Se non si risponde alla chiamata per un certo numero di volte si perde il posto, come in un’azienda qualsiasi, si viene appunto licenziati. Il rapporto di subordinazione c’è, esiste ed è rinvenibile nelle affermazione della dottrina juslavoristica. Prendiamo una citazione da Wiki: “La nozione giuridica di lavoro subordinato più recente deriva dal presupposto dell'”assoggettamento” del prestatore di lavoro nei confronti del datore di lavoro, assoggettamento identificabile nella possibilità da parte del datore di lavoro di poter determinare modalità e tempi di esecuzione dell’oggetto dell’obbligazione sorta dal contratto stipulato dalle parti. Inoltre, per l’identificazione di una fattispecie di lavoratore subordinato, la giurisprudenza ha individuato alcuni criteri indiziari (mentre quello fondamentale rimane solo l’assoggettamento): la continuità della prestazione, che presuppone la natura dell’oggetto come attività e non risultato; il luogo di lavoro; l’obbligo di un determinato orario di lavoro più o meno flessibile, ma comunque determinato; una retribuzione anch’essa fissa e determinata, con l’assenza di rischio per il lavoratore”. Definizione assolutamente calzante, nella quale ogni Volontario può rintracciare una parte di se, con l’unica differenza del rifiuto del compenso, rifiuto che ha carattere statutario, che si basa sullo stesso documento, lo statuto appunto, che per adesione è il contratto di lavoro del Volontario.

Siamo riusciti a privatizzare ed aziendalizzare un’Idea, a smantellare un patrimonio fatto dalle braccia dei Volontari e che ora non è più nelle loro mani, a svendere i milioni di euro costituiti dalle donazioni di migliaia di soggetti che nei secoli hanno voluto beneficare l’Istituzione e che oggi sono indispensabili ad un difficile piano di riequilibrio finanziario. Cosa ci mancava, cosa mancava a queste straordinarie governance di Croce Rossa, a tutti i livelli, se non voler mistificare la loro personale incapacità a gestire e motivare le migliaia di Volontari sparsi su tutto il territorio nazionale ed animati dall’unico interesse che è il servire i vulnerabili, rendendoli inconsapevolmente lavoratori subordinati, ma senza retribuzione, di una spa irregolare che ha bisogno di forza lavoro a costo zero per far quadrare i propri conti.

 

Noi non siamo questo, noi non siamo venuti in Croce Rossa, non abbiamo abbracciato i Valori e aderito ai Principi del movimento per difendere gli interessi di pochi che si approfittano del proprio ruolo per deridere e mobizzare le persone che si mettono a disposizione degli altri. Non siamo entrati in Croce Rossa per farci licenziare, per sostituire una missione con un contratto, un’iniziativa con una convenzione, per abdicare il bene del nostro prossimo e trasformarlo in business. La Croce Rossa non è un’azienda, non è una società, la Croce Rossa è un’altra cosa e chi sta continuando ad ignorare questo concetto deve lasciare spazio ai Volontari veri.

 

 

Sostienici

Informazioni Personali

Totale Donazione: €5.00

L’inchiesta che stiamo conducendo è lunga e faticosa, anche se il personale che se ne sta occupando è tutto volontario ci sono alti costi da sostenere, tra i quali a mero titolo esemplificativo l’acquisto dello spazio web, il riscontro dei fatti e delle fonti, l’acquisizione dei documenti. Puoi contribuire anche tu alla nostra attività, alle nostre ricerche, a tutti i costi che sosteniamo con una piccola donazione o con un contributo a piacere. Non siamo un partito, non riceviamo contributi pubblici, non siamo alla ricerca di un facile consenso ma possiamo continuare nella nostra opera di informazione controcorrente grazie al sostegno dei lettori come te, a cui piace conoscere anche l’altro lato di ogni medaglia. Se puoi farlo per noi è importante, se non puoi continua a leggerci lo stesso.

 


 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Un commento

  1. Pingback:Croce Rossa: la Gilda dei Presidenti - Words in Press

Rispondi