Croce Rossa: la Gilda dei Presidenti

C’è stata, come naturale che fosse, una profonda eco riguardo il ragionamento avanzato con l’articolo di qualche giorno fa e cioè sul fatto che quella del Volontario in Cri non fosse più un’azione disinteressata in senso lato ma una sorta di lavoro subordinato coatto, trasgredendo il quale l’unica via fosse quella di un licenziamento in tronco e senza appello. Tra i Volontari questa constatazione ha fatto molto scalpore. Come al solito mancano i luoghi deputati per discutere di questi, reali, problemi ed ogni capannello di Soci è considerato inderogabilmente secessione o tentativo di rivolta e come tale viene represso.

I Volontari che hanno letto le argomentazioni hanno suggerito di ragionare anche su altri punti, tutti pertinenti alla trasformazione aziendale che sta evolvendo i Comitati della non associazione in piccoli franchisee che utilizzano lo stesso marchio per erogare gli stessi servizi pur conservando autonomia patrimoniale. I ragionamenti avanzati dai Volontari riguardavano il fatto che proprio i nuovi Comitati vengono tenuti in considerazione sulla base delle convenzioni che riescono ad ottenere ed a mantenere. Non si spiegherebbe altrimenti come dinanzi a casi eclatanti di rinvii a giudizio di Presidenti, uno anche recentemente in Provincia di Roma, anche proprio per fatti che attengono alla gestione dei rapporti interni tra gli stessi presidenti ed i Volontari, non si sia dato luogo alle sospensioni ed ai commissariamenti previsti dalla massa normativa che avvolge come un bozzolo ovattato la Cri intera.

Proprio lo spirito aziendale ha dato vita a due fenomeni. Il primo è quello che disegna l’attività dei Comitati tutta intorno ai servizi a reddito. Quindi formazione ed addestramento dei Volontari tutta rivolta verso le specializzazioni che portano o comunque potrebbero portare fondi da spendere poi in acquisti e quasi mai in altre attività rivolte alle Comunità. Si abbandonano quindi le attività di emergenza,le attività sociali, la diffusione dei Valori e dei Principi, le attività rivolte ai giovani per seguire solo il settore sanitario dimenticando che la Croce Rossa è un’Idea plurisecolare che non riguarda il soccorso sanitario ma la diffusione di una cultura dell’umanità che deve avvolgere ed educare la gente, non soltanto appaltare servizi.

In questo modo l’azione di croce Rossa sui territori viene dilavata da altre emergenze, viene confusa con la fatturazione, il contrattino con tutti i suoi annessi e connessi e la nostra gente diventa ogni giorno più arida e povera, i rapporti interni si sfaldano, le persone si misurano solo con il metro del profitto e quando non servono o non servono più vengono radiate per inattività, dismesse come un qualsiasi fattore di produzione.

L’altro è che le opportunità di formazione, crescita e di attività per i Volontari vengano tutte filtrare e consegnate ai Volontari solo attraverso piccole pillole che non devono mai confliggere con le attività in corso ( leggasi convenzioni in essere) del Comitato. Già il problema della scarsa trasparenza affligge tutto il nostro mondo. Tralasciando le questioni di costi e contrattini già disegnate ma mai approfondite a dovere, il Volontario ha la possibilità di essere informato sulle attività associative e sulla propria formazione soltanto dalla presidenza del suo Comitato. Non tutte le notizie vengono diramate fino alla base e questo avviene per non distogliere la “forza lavoro” dalle convenzioni attive. Cosa bruttissima, cosa brutale ma che disegna a pennello la trasformazione dell’Associazione di Volontariato più grande da casa dei Volontari in qualcos’altro in mano alla Gilda dei Presidenti che tutto possono e che non rispondono di nulla di fronte a nessuno.

La Croce Rossa è cambiata e dovrà cambiare ancora, nessuno dovrà cacciare dal loro posto i Volontari veri per far spazio ad un profitto che non legherà mai con i valori che hanno attraversato i secoli.

 

 

 

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