Croce Rossa: papaveri  e papere

Croce Rossa: papaveri e papere

27 Febbraio 2019 0 Di Cristiano Degni

C’era da aspettarselo. La gestione pubblica dell’Associazione di volontariato più grande d’Italia ha lasciato strascichi dolorosi, nelle mentalità e nei comportamenti. Chi ha subito i rigidi binari dentro i quali si doveva muovere un Ente Pubblico per non infrangere la Legge oggi si sta vendicando e fa man bassa di tutto, Principi, Valori e anche norme, sottraendo quegli elementi basici di trasparenza e partecipazione alla disponibilità dei Volontari veri al solo scopo di non avere contraddittori.

C’erano una volta i papaveri, e ci sono ancora

Il problema dell’aderenza alle norme ed alla realtà dei fatti delle azioni associative si riscontra in quell’ambito ristretto e ben perimetrato che è rappresentato dai punti di contatto tra le Componenti Ausiliarie alle Forze Armate ed i Comitati territoriali. Non a caso questo articolo prende il titolo dal gran successo sanremese degli anni ‘50 perché il ragionamento che andrò a sviluppare riguarda sia i papaveri che le papere. Papaveri nel senso di personaggi che si ritengono eredi di un’aristocrazia feudale e proprio per diritto di sangue pensano di poter perpetuare il loro potere attraverso gli anni nella medesima posizione occupando sempre lo stesso trapuntino, scaldando la stessa poltrona. Vi ho tediato spesso con alcuni ragionamenti fondamentali, forse per farveli mandare a memoria. Due domande infatti si rincorrono speso nei nostri discorsi, quando parliamo del passato e del futuro di questa Istituzione. E’ possibile che i protagonisti della stagione pubblica, notoriamente bollata come inefficiente e farraginosa, al punto da essere liquidata attraverso una procedura concorsuale, siano gli stessi della rinnovata Cri privatizzata? Fosse capitato in qualsiasi azienda, pubblica o privata, questo perpetuarsi degli stessi soggetti con vesti linde e pinte avrebbe fatto gridare allo scandalo. Facciamo scendere l’autista che struscia le fiancate del mezzo e sostituiamolo con un altro. In Croce Rossa no, non si può semplicemente perché il sistema elettorale, quello che isola ed esclude anche chi ha la metà dei voti, non è democratico né trasparente, e chi ve lo scrive lo ha provato sulla propria pelle. E quindi perché siamo riusciti nell’impresa, mai provata altrimenti, di perpetuare al comando le stesse persone che ci avevano fatto arenare su una spiaggia deserta?

E le papere, tante papere

Questi alti papaveri sono gli stessi che durante la gestione pubblica erano stati elevati al soglio dal quale ora sputano sentenze contro i dipendenti mobilizzati e gli antichi costumi, spendaccioni, senza ricordare che loro con auguste e svolazzanti firmette autorizzavano sempre di tutto e di più. Ma questi papaveri oggi prendono di continuo papere su papere, come quando ad esempio pretendono di gestire le Componenti ausiliarie come fossero un unicum con la Componente dei Volontari. Spesso ho detto che chiamare Volontari i nostri colleghi dell’altra Componente è stato un errore commesso ad arte per generare quella confusione nella quale qualcuno doveva pescare più profondo degli altri pescatori. Oggi siamo arrivati a incursioni in settori che non sono di competenza dei Comitati territoriali e che stanno generando procedimenti giudiziari, tutti dall’esito scontato, che oltre a portare discredito all’Associazione ed a tutto il nostro Mondo divorano una ingente mole di spese giudiziarie che saranno a carico di tutta la struttura. Questo solo per l’incultura di molti Presidenti, che non sanno che i Volontari dei Corpi Ausiliari hanno la via associativa scandita non solo dallo Statuto e dai Regolamenti ma da due leggi dello Stato che per una questione di gerarchia delle fonti prevalgono sempre su ogni statuizione privata. E si ostinano ad applicare le stesse regole per tutti in una finta esibizione di democrazia e una vera dimostrazione di pigrizia culturale, soprattutto nel delicatissimo settore disciplinare. Questi sono fatti che per una questione di orgoglio e semplice prepotenza vengono ignorati scientemente ogni giorno e che ogni giorno causano l’inasprirsi di un contrasto interno che fa bene solo a chi vuole dividere ed imperare.

Ricostruiremo l’Associazione

Esiste la più grande Associazione di Volontariato d’Italia che si è data una struttura basata su tre Componenti, delle quali una è più uguale delle altre e che basa ogni sua azione interna ed esterna sulla unica rilevanza di una sola Componente. C’è un cortocircuito regolamentare che sta affannando Soci e gestori con prepotenze e sopraffazioni perpetrate ad ogni livello, ingerenze della Componente volontaristica verso le Componenti ausiliarie che nella maggior parte dei casi non fanno nulla per evitarle. Non sono spettacoli edificanti, non esistono momenti di distensione, di dialogo interno e crescita costruttiva in un associazione che parla con i propri Soci solo a colpi di radiazione. Questa Associazione va ricostruita nel segno dell’integrazione tra le sue Componenti e con il disegno di un’azione di Croce Rossa dove tutte le Componenti siano protagoniste nella stessa maniera e con uguale dignità ed attribuzioni. Questo il nostro intento, questo è il programma che porteremo alle prossime elezioni associative. Potremo contare sul vostro appoggio perché voi che leggete sapete come lo sappiamo noi che la Croce Rossa è un’altra cosa.

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