Greta, le crociate e gli altri bambini

Greta, le crociate e gli altri bambini

15 Marzo 2019 0 Di Cristiano Degni

Proviamo ad andare oltre, a non considerare iconica l’immagine di una ragazzina che da sola si mette in testa alla rivolta contro la modernità e con la sua caparbietà richiama l’attenzione di tutti i media del Mondo intero. Da sempre i bambini sono stati al centro dell’attenzione degli adulti ma considerare Greta e la sua protesta come il simbolo di qualcosa è un atteggiamento pericoloso e controproducente. Ci indurrebbe a pensare che gli adulti, mentre si fanno dettare la linea da una ragazzina, abbiano abdicato alla loro funzione nella società.

La vicenda di Greta e dei suoi seguaci, moltissimi a livello mondiale, ricorda un po la leggenda delle Crociata dei Bambini, collocata nel XIII secolo ma mai storicamente provata. I bambino, il fanciullo e il ragazzo sono nella nostra Società un simbolo di purezza, di innocenza ma mai dovranno diventare il simbolo della Verità assoluta. C’è un messaggio di contrapposizione tra la società dei ragazzi e quella degli adulti che vede appunto da una parte l’innocenza e una fantastica ingenuità e dall’altra la cattiveria, l’interesse, un soggetto orchesco da debellare.

Anche questo neo ambientalismo di facciata, che distrugge senza proporre, è un comportamento degno di questo Secolo, del Secolo in cui sono le minoranze a voler imporre i loro punti di vista, le loro scelte alle maggioranze, scelte che vengono idealizzate e paragonate a doveri civili con un intento di controllo sulle coscienze. Anche la scelta, molto rituale, di far cadere il giorno della protesta nel medesimo giorno della settimana, da qui all’eternità, fa parte del processo della creazione di un mito ed a fianco del mito della creazione di un nuovo rito. Qualcuno ha visto nel venerdì il personaggio del selvaggio descritto da Robinson sulla sua isola dimenticata da tutti, che viene poi forzatamente convertito alla civiltà ed alla civilizzazione. Io ci metto qualcos’altro. Ogni religione monoteista ha il suo giorno di elezione, la domenica dei cristiani come il sabato degli ebrei e così verrà santificato il venerdì per i nuovi correligionari della piccola Greta.

Anche i temi sono portati allo spasimo, alle estreme conseguenze. Non si tratterebbe più di fermare l’inquinamento, magari modificando propensioni, desideri, consumi e scelte. Oggi la parola d’ordine è salvare tutto il pianeta, anche contro la volontà dei suoi stessi abitanti, quasi che l’intera operazione fosse governata da un’ideologia piuttosto che da l’attesa di un risultato pratico, più o meno efficace, più o meno vicino nel tempo.

C’è un conformismo che dilaga e si espande in ogni settore e che oggi ha contagiato ogni angolo della Terra, contagiando anche quelli che la Terra si mettono in testa di salvarla tutti gli altri giorni della settimana, venerdì compreso.

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