Croce Rossa: le regole e i Baroni

Croce Rossa: le regole e i Baroni

30 Giugno 2019 0 Di Cristiano Degni

Oggi mi sento molto uno degli Angela perché vorrei raccontarvi e dimostrarvi come esista un disegno preordinato, progettato da chi si sente il proprietario dell’Associazione di volontariato più grande d’Italia, per ridurre in un angolo la componente volontaristica della Cri e trasformare tutta l’associazione in un’azienda anomala.

Vorrei anche introdurvi il secondo argomento della campagna che con gli amici abbiamo avviato e vorremmo condividere con tutti voi, campagna per le prossime elezioni associative, quelle previste per il 2020. La campagna si chiama “7motivi per 7principi” ed il secondo motivo per sostenere ancora i Principi fondamentali della Croce Rossa è appunto quello del rispetto delle regole.

L’Associazione che si da regole, a volte ferree, e poi non le rispetta per prima non è una vera Associazione ma è qualcos’altro; l’Associazione che interpreta le regole per gli amici e le applica per i nemici è qualcos’altro; l’associazione che fa e disfa le regole ogni cambio di vento per trarne il massimo vantaggio, come il nostromo che orienta le vele per avere maggiore spinta, non è Croce Rossa, è sicuramente qualcos’altro.

Dopo la teoria passiamo alla pratica, che andremo a trovare, primo esempio su tanti, nel regolamento per le attività di emergenza, revisione del settembre 2018. L’articolo 3 dice che le funzioni di delegato alle attività di emergenza ai livelli regionale, provinciale e locale devono essere attribuite a Soci volontari. La cosa, per effetto dell’interpretazione delle norme contenute dal Testo Unico del Terzo Settore, esclude l’attribuzione dell’incarico a personale dipendente. Questo non lo dice Ciccio, il volontario in via di estinzione, ma lo ribadisce lo stesso articolo 3 di questo regolamento quando specifica all’ultimo comma che “In casi eccezionali le funzioni affidate al delegato CRI Regionale (e per le Province Autonome) e Locale per le attività di emergenza possono essere temporaneamente assolte da personale dipendente “. Quindi nemmeno l’incarico ma temporaneamente ed in casi eccezionali le sole funzioni.

Cosa succede invece in questa nuovissima non associazione che si è voluta creare azienda? Prendiamo l’esempio del Comitato regionale del Lazio dove c’è un dipendente che si qualifica quale delegato per le attività di emergenza o del Comitato di Roma dove ugualmente un dipendente ha la medesima qualifica. Qualcuno a quasi un anno di distanza ha fatto mai notare l’infrazione alle regole che ci siamo dati come associazione, più o meno liberamente? Ve lo dico io, no, nessuno, perché appunto la funzione delle regole è sempre quella di avere un testo da usare contro qualcuno, mai per fare qualcosa.

Da questa constatazione nascono almeno altre tre considerazioni.

La prima è che se si ricorre ad utilizzare un dipendente, nella più immediata delle ipotesi si rivela che nessuno, tra i 5000 soci di Roma ed i rimanenti 9000 soci del Lazio, è ritenuto avere la disponibilità e la preparazione di un dipendente. Duplice fallimento, quindi delle strategie associative e di quelle formative, cosa che andiamo dicendo da tempo poiché siamo governati da incapaci e cosa che ora possiamo dimostrare, carte alla mano.

La seconda considerazione è che si sta sostituendo il personale volontario, benché in maniera irregolare, illegittima , illegale, in attuazione di un disegno di subordinazione dello stesso alla nuova castina dei dipendenti, veri padroni dell’associazione, guidati, coordinati e condotti dal dipendente più dipendente di tutti, quel Flavio Ronzi che come il Mosè biblico da ultimo degli ultimi si è fatto Re.

Ultima considerazione è che questi dipendenti a cui in spregio di legge è consentito di fare i volontari in un altra struttura di Croce Rossa il prossimo anno saranno chiamati a votare e lo potranno fare nel Comitato dove sono iscritti come Soci ed il loro voto tutto potrà essere meno che libero ed autodeterminato arrivando ad inquinare, anche fosse un solo caso su centomila, tutto il procedimento elettorale. Chi vi scrive ci è passato, sa bene quanto irregolari possano essere le consultazioni in questa stupenda non associazione.

Dobbiamo cambiare questo stato di cose, dobbiamo mandare a casa chi si erge a Barone nel proprio feudo e per autoconservare il proprio potere proprio da Barone si mette a barare. Le regole ci sono e vanno rispettate, mai interpretate. Lo dobbiamo alle migliaia di Soci che in maniera volontaria e disinteressata svolgono la loro azione quotidiana ed indefessa. Lo dobbiamo ad un paese ed ai nostri concittadini che con decine di milioni delle loro imposte finanziano tutti i giorni questa non associazione, lo dobbiamo a noi stessi che in maniera assoluta crediamo ancora ad un’Idea nata tre secoli fa, perché la Croce Rossa è un’altra cosa.