Marcondirondirondà

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9 Luglio 2019 0 Di Cristiano Degni

Il botta e risposta nato intorno un innocente post di Facebook pubblicato nel fine settimana mi da la possibilità di cercare chiarezza intorno ad alcuni argomenti. Nel post un cittadino lamentava la pessima informazione intorno all’evento Notte delle candele organizzato al Castello di Santa Severa. Due euro il parcheggio dell’auto, dieci euro a persona l’ingresso, il succo del post recitava più o meno che se il tizio avesse saputo che l’evento era a pagamento non ci si sarebbe avvicinato. La risposta, piccata, di un assessore è stata che gli eventi, ad esempio il cinema, si intendono tutti a pagamento. Un consigliere comunale, invece, ha bollato come polemico l’intervento pretendendo di chiudere così la questione. Non voglio giudicare le affermazioni del cittadino né replicare alle affermazioni degli amministratori, solo sottolineare alcune cose che, pur evidenti, troppo spesso vengono passate sotto silenzio.

Il Castello di Santa Severa è un bene pubblico che per effetto di un provvedimento concessorio è attualmente sottratto alla pubblica disponibilità. Un’Azienda ne possiede le chiavi, chiude ed apre il cancello a proprio piacimento, accende e spegne le luci a sua volontà. Se decide di far pagare il solo accesso o il godimento delle attività al suo interno è libera di farlo, in regime economico di sfruttamento commerciale del sito. Quindi, ormai credo sia chiaro, il Castello è stato sottratto all’influenza dell’Amministrazione comunale di Santa Marinella e vive di vita propria, con la sua progettazione, con il suo personale, con i suoi target, con il suo business come proprio qui a Santa Marinella è già successo per il Porto turistico cittadino.

La comunicazione langue, i manifestini con l’evento erano pochi e soprattutto in quelli diffusi via social non si leggeva chiaramente che l’accesso sarebbe stato a pagamento. Anche il manifesto fisico riportava il costo dei biglietti di lato, scritto piccolo piccolo, un po come la famosa frase “Aut. Min. Rich.” che appare sui concorsi a premi, che vuole dire mille cose e le riduce a tre singhiozzi. Un po’ come le controindicazioni letali scritte in caratteri invisibili nei bugiardini piegati cento volte dentro alle scatole delle supposte. Si arriva la davanti e si deve mettere mano al portafoglio, cosa che sfiora il concetto di pubblicità ingannevole. Se un evento è a pagamento nessun problema ma bisogna avere il cuore di raccontarlo. Ci sta tutto, come è anche insensato lamentarsi di chi contesta il fatto di aver saputo all’ultimo che c’era un biglietto da pagare. La stessa cosa vale per il Museo civico all’interno delle mura. I cittadini non sanno tutti che chi ha la residenza non paga l’ingresso al museo e la notizia sicuramente sarà scritta, a lettere più o meno grandi, nella convenzione di utilizzo ma difficilmente se vado al Colosseo o raggiungo la torre di Pisa mi vado a leggere la convenzione in essere. Quindi chi viene riconosciuto dal bigliettaio come “storico”residente di Santa Marinella entra gratis, gli altri pagano e zitti. Quando il profitto si genera sull’errore altrui c’è sempre qualcosa che non va, qualcosa che va ricalibrato.

C’è una grossa confusione nell’aria, riguardo la sorte e le attività del Castello, ed è il fatto che l’amministrazione comunale si dia tanto da fare per patrocinare, sponsorizzare e sollecitare le attività del maniero, che è pur sempre un’attività privata, sostenuta da un’azienda privata in regime di esclusiva contrattuale dentro un bene pubblico ma ceduto in virtù di un titolo a detta azienda privata, tutto questo agitarsi insomma che produce incertezza. Proprio all’Assessore che era dentro quella discussione sui social ho fatto un esempio che reputo calzante voglio riproporre. Se l’amministrazione comunale di una Città più o meno grande si mettesse a patrocinare un locale, una discoteca, un cinema, intervenendo a suo favore, parlando degli eventi, presenziando e salendo sul palco durante la loro realizzazione il cittadino, quello che paga le tasse e si aspetta di ricevere servizi e non sponsorizzazioni dall’Ente che finanzia, potrebbe essere portato a pensare che quanto viene fatto sia per lui a costo zero, che cioè potrebbe fruirne senza pagare altro che le proprie imposte. E’ naturalmente un errore di prospettiva, in buona fede da ambo i lati, che potrebbe però indurre nuovamente in errore consentendo di conquistare un mercato che oggi non si riesce ancora a dominare.

L’ultimo argomento, forse il più difficile, riguarda il posizionamento geografico di un offerta ricreativa e culturale che non riesce a coinvolgere le due città alle quali si riferisce, Santa Marinella e Santa Severa, rimanendo confinata in una enclave fine a se stessa e praticamente autarchicamente sussistente. Non si riesce in alcun modo a spostare l’offerta ricreativa e culturale del Castello all’interno delle due cittadine interessate. Tutto rimane chiuso tra le mura del maniero, completamente scollegato alle Città di riferimento, tutto nasce e finisce dietro quel portone che di Santa Severa o di Santa Marinella ha soltanto il nome sui manifesti o qualche patrocinio e gli amministratori di Santa Marinella continuano a spendere tempo e risorse in una maniera tale che ogni spettatore distratto è indotto a credere che il Castello sia funzionale all’offerta del Comune di Santa Marinella. Proviamo a pensare, ad immaginare cosa possa accadere se lo stesso contegno i medesimi amministratori lo tenessero per il Porto turistico di Santa Marinella e per le sue attività. Sicuramente ci sarebbe una levata di scudi, sicuramente si parlerebbe di pubblica ingerenza e di atteggiamento scorretto da parte degli amministratori locali, Sindaco in testa. Ecco, chi si lamenta avrebbe ragione e noi, per adesso, appuntiamoci sta cosa da qualche parte che potrebbe tornare utile.