Disabilità: una voce sempre più spenta

Disabilità: una voce sempre più spenta

15 Luglio 2019 0 Di Cristiano Degni

Sono merce di scambio, sono soltanto carne da cannone elettorale. I cittadini con disabilità vengono alla ribalta nei momenti di tensione politica ovvero quando ci si deve avvicinare alle urne, fanno chic, sono voti e tanti altri voti li portano. Servono ad ingrassare i discorsi elettorali ed a riempire i buchi nei programmi elettorali ma poi, ad urne chiuse, ci si dimentica di loro. Ci si dimentica che hanno esigenze quotidiane e che non basta la rampetta o lo stallo dedicato per il parcheggio con l’auto ma esiste una quotidiana lotta contro la burocrazia che rasenta la sopraffazione fisica.

Civitavecchia ed il suo comprensorio non prestano abbastanza orecchio a chi non riesce a sbrigare le sue cose con una ortodossa normalità. Oddio, non è che gli altri cittadini abbiano modo di affrontare la burocrazia con il sorriso sulle labbra ma non si comprende come mai, per fare un esempio, la politica del comprensorio di Civitavecchia non abbia mai alzato la voce contro la mancata localizzazione di una commissione medico legale per il rilascio o il rinnovo dei permessi di guida proprio in Città. Così chi ha necessità di una patente o di rinnovare la patente di guida che già possiede ed ha una piccola o grande disabilità o semplicemente ha un sacco di anni sulle spalle è costretto ad andare a Roma, in un distante ed ingolfatissimo ufficio, dove gli appuntamenti vengono dati ad oltre cento giorni di distanza, e questo capita ogni cinque, due, oppure anche ogni anno, a seconda del tipo di patologia certificata. Nessuno, finora, ha ascoltato questa fetta, importante, della cittadinanza e compreso il suo disagio, nessuno ha fatto nulla per alleviare questa partita contro la burocrazia sostenuta soltanto dai cittadini più deboli. Nessuno.

Stessa vicenda è quella legata alle commissioni medico legali che sono destinate all’accertamento delle singole invalidità o handicap. Prima questo servizio era svolto per tutto il comprensorio dalla Asl che lo esercitava negli ambulatori di via del Lazzaretto. Da novembre 2018 tutta la questione è passata in mano all’INPS che gestisce la medesima procedura dai propri ambulatori di Roma Eur. Quindi i disabili del comprensorio che vogliono far accertare la propria condizione devono pellegrinare fino all’Eur, nel silenzio più clamoroso di tutta la politica locale, passata, presente e futura, probabilmente. Nessuno farà mai nulla per alleviare il disagio di queste persone cche diventeranno utili soltanto pochi giorni prima della prossima votazione. I posti dove i nostri concittadini non completamente abili dovranno scontrarsi con una necessaria ma disumana burocrazia saranno sempre più distanti, sempre più difficili da raggiungere nel silenzio di chi dovrebbe essere anche e soprattutto la voce degli ultimi, la voce di chi ha bisogno.