Croce Rossa: siamo competitors

Croce Rossa: siamo competitors

17 Agosto 2019 1 Di Cristiano Degni

E’ una strana storia, la nostra, e siamo tutti pieni di storie strane. Quella che vi racconto oggi viene dalla caldissima Sicilia e la racconta SEUS. Caldissima non in senso meteorologico ma associativo, quella per intenderci dove alcuni Comitati non hanno la documentazione amministrativa proprio in ordine ma nessuno ci fa caso, un esempio su tutti proprio Siracusa, dove oltre 50 volontari hanno scritto lamentando per le vie gerarchiche proprio questo e nessuno ha risposto loro.

Proprio la Sicilia dicevamo è caldissima e alcuni fenomeni con il caldo si fanno sentire prima. Ho parlato fino a sgolarmi della grandissima anomalia dell’Associazione di volontariato più grande d’Italia nella quale un’Idea che ha attraversando i secoli si sta trasformando in un’Azienda anomala ed atipica. Esiste anche li un’azienda regionale per l’emergenza e da anni sta lottando contro quella che ritiene una concorrenza illecita. Già vi avevo segnalato un messaggio simile ma proprio in questi giorni sta diffondendo tra i propri dipendenti il volantino che trovate a questo link.

In pratica si chiedono 30 giorni ai dipendenti per optare tra il lavoro di soccorritore con la SEUS o gli incarichi nella Croce Rossa Italiana. Esiste un conflitto di interessi tra i dipendenti di SEUS e chiunque, a vario titolo, ricopra incarichi nei Comitati di ogni livello della Croce Rossa. Questo perché l’attività di Croce Rossa è configgente con quella di SEUS, secondo la quale si viene ad inficiare il rapporto fiduciario tra dipendente e datore di lavoro che avrebbe il diritto di pretendere che le prestazioni del primo non siano usufruite anche da altri competitors.

Quindi basta con le fregnacce, con il gioco delle tre carte, tutte perdenti, con la farsa dei dipendenti di un Comitato che vanno a fare i volontari in un altro, dei Presidenti o dei Consiglieri che si fanno assumere reciprocamente in Comitati vicini ed altre carambole gentilmente certificate dal reparto più attivo della nuova associazione, quell’”Ufficio Invenzioni & Scoperte” che non smetterà mai di stupirci. Avevo denunciato tempo fa analoga lettera della medesima Azienda pubblica come avevo richiamato la vostra cortese attenzione sul fatto che il regolamento sulla formazione dei Volontari puntasse, adesso e per la prima volta, sulla professionalità quale risultato finale, dove professionalità non è sinonimo di competenza, abilità o bravura ma semplicemente quella qualità che distingue un calciatore dall’omologo dilettante, un musicista dallo studioso, un buon fabbro dall’hobbista, un avvocato da un cultore della materia: il diritto a farsi retribuire per una prestazione qualificata in un determinato settore lavorativo.

Il fatto che SEUS ci definisca competitors certifica, ove ce ne fosse bisogno, l’aziendalizzazione dell’Idea, ci qualifica come Azienda che presta gli stessi suoi servizi. Loro non sono un ente umanitario ma un’azienda commerciale; anche noi stiamo perdendo per strada l’Umanità, assieme all’Indipendenza ed a tutta la serie di paraventi che abbiamo chiamato Principi e che non sono nulla senza i relativi Valori, se non una foglia di fico per difendere gli Interessi di qualcuno. Noi siano diversi, noi non abbiamo mai percepito un centesimo dall’Associazione di cui orgogliosamente siamo parte, noi serviamo la Croce Rossa e non ce ne serviamo, per noi la Croce Rossa è un’altra cosa.

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