Il ritorno del Cretino

Il ritorno del Cretino

18 Agosto 2019 0 Di Cristiano Degni

Ci ho provato, giuro che ci ho provato; ho anche chiesto ad alcuni dei diretti interessati ma siccome ogni volta mi veniva raccontata una storia diversa alla fine sono entrato in testacoda. Vorrei provare allora a riassumere la vicenda della spiaggia dell’ex colonia di Santa Severa per provare finalmente a vederci chiaro altrimenti passerei da cretino, e sapete bene che non sarebbe la prima volta.

Dalla Regione al Comune

Ho sempre visto quel tratto di costa visibilmente abbandonato, mai sporco ma abbandonato, e su quello andavano a passare ore ed ore schiere di amanti dell’asciugamano. In una Santa Marinella che non è mai riuscita a razionalizzare gli accessi a mare e ad ampliare il numero delle concessioni balneari ci si è preoccupati proprio di quel pezzettino di litorale. E chi di dovere si è preoccupato veramente di andare a far valere i propri diritti, un qualsiasi benefattore direbbe “ col cuore in mano”, ed è riuscito a farsi assegnare il bagnasciuga. Non abbiamo contezza delle condizioni di utilizzo ma comunque almeno questa stagione doveva essere gestita a beneficio della cittadinanza.

Dal Comune alla Multiservizi

Ho cercato con la normale diligenza e forse anche con un po più di zelo ma sia sul sito del Comune che su quello della Multiservizi cittadina non compare l’atto di affidamento in house dello sfruttamento della spiaggia alla società comunale. Eppure si tratta comunque di un atto che ribadisce una sub concessione e quindi inefficace se non pubblicato. Però ho la sensazione di sbagliarmi, sicuramente sarà pubblicato da qualche parte e quindi se qualcuno riuscisse ad indicarmi dove lo posso leggere gliene sarei grato.

Il regolamento regionale.

Esiste un regolamento regionale, il 19 del 2016 che, come sanno tutti in questa Città popolata da sindaci in pectore, nelle materie devolute ( non in quelle delegate) ha forza di Legge e che prescrive all’articolo 3 i requisiti dei vari tipi di concessione balneare. Ora sembra che l’affidamento dal Comune alla Multiservizi non possa che essere di tipo b ( sempre secondo il regolamento) e quindi “spiagge libere con servizi, consistenti in aree demaniali marittime di libera fruizione gestite dai comuni, nelle quali gli stessi assicurano il servizio di assistenza, di pulizia, di salvataggio e i servizi igienici attraverso convenzioni, anche a titolo oneroso”. Mi hanno raccontato di gente che faceva pagare un biglietto, pur simbolico, all’ingresso e la cosa mi ha fatto rabbrividire. Sicuramente sarà stato qualche invidioso che si inventa bugie e come sopra non ci voglio proprio credere, altrimenti ci sarebbe stata una violazione di Legge e come tale andava immediatamente sanzionata. Siccome nessuno ha sanzionato nessuno la cosa è andata alla grande così.

Arriva il benefattore

C’è un convitato di pietra, in questa brevissima consiliatura, quello che mette mani al portafoglio e chiude ogni discorso, il vero facilitatore di un’azione amministrativa che cade sempre fuori bersaglio. Pare che questo tizio, io come al solito non c’ero e se c’ero dormivo, abbia prestato la propria manodopera alla Multiservizi, assieme ai propri beni materiali, per consentire un agevole sfruttamento del bene pubblico attribuito alla medesima Multiservizi per mezzo di un atto pubblico che andava pubblicato sul sito del Comune e della stessa Multiservizi ma che non riesco a trovare. Non dico che l’atto non esista, ribadisco, è sicuramente che siccome io sono un po’ ciecato non riesco a trovarlo. A che titolo il benefattore fa del bene? Secondo il Sindaco Tidei, che ha dichiarato questa cosa in uno spot sui social, spot che mi ha confuso ancora di più le poche idee, il benefattore pare faccia del bene due giorni su sette, cioè sembra che si adoperi il fine settimana. E qui due domande consentitemele. Prima domanda: è vero che a caval donato non si deve guardare in bocca ma l’atto pubblico che autorizza il benefattore a fare del bene nei fine settimana dove è stato pubblicato? Io non sono riuscito a trovare il primo ma quello ci deve stare sicuramente, per forza, altrimenti saremmo tutti nei casini, lo so. Il secondo? Aiutatemi!

Seconda domanda: ma se la Multiservizi sapeva già di non avere la forza né il materiale necessario per affrontare quest’ulteriore attività, che non mi pare sia nemmeno inserita nello scopo sociale, che cosa ha preso in carico a fare la spiaggia concessa dalla Regione?

Terza domanda: come? Avete detto che erano solo due? Avete ragione ma ci ho preso gusto. Qualche consigliere comunale di minoranza ha preso visione degli atti che ho appena accennato? Se lo ha fatto me li può cortesemente girare?

Lo schema già usato per il Municipio

A me tutta la questione della spiaggetta dell’ex colonia di Santa Severa ricorda lo stesso schema operativo utilizzato oltre dieci anni fa per la vicenda della costruzione della piazza comunale ed annesso edificio municipale. Dietro una grandissima buona volontà, dietro un’apparente confusione si sbandierava un’inesistente pubblico interesse e gli atti che riuscivamo a far trasparire erano tutti coperti da cerotti e bianchettati, sempre. Vi ricordate della retrodatazione dell’atto di assegnazione dell’appalto? Bene, mi pare ci siano ancora procedimenti giudiziari aperti. Esistono delle regole per fare le cose e le regole devono essere chiare, per tutti. Se le cose non si possono giuridicamente fare una Pubblica Amministrazione non le fa. Se prendo la palla con le mani non è più calcio; si tratta sempre di sport ma non e calcio. Lo sapevamo tutti, vero?