Penso sempre di essere di troppo, che quello che vi dovevo mostrare ve l’ho mostrato e che quello che dovevo raccontarvi ve l’ho già raccontato. Mi è sempre scocciato da morire sentirmi ripetere due volte la stessa cosa figuriamoci se mi voglia infilare il costume da grillo parlante.

Però poi mi cadono gli occhi su cose che fanno venire i brividi e mi convincono sempre di più che non tutto è stato detto e che nulla ancora potrà segnare con la penna rossa il contegno di alcuni signori che pensano di poter trasformare una nobile associazione in un’azienda e poterla usare per i loro interessi.

Stavolta inciampo su un articolo di giornale, un’intervista che arriva da una terra alla quale per ragioni familiari sono molto legato, e la cosa mi dispiace ancora di più. L’articolo riporta l’intervista che la presidente del Comitato Cri di Frosinone ha rilasciato a fine 2019, e nella quale traccia il bilancio delle attività del sodalizio nel territorio. Naturalmente i più curiosi trovano l’intervista a questo link.

Subito una frase riportata nell’articolo mi ha descritto lo spessore dell’intervento. “Il settore sanitario è andato molto bene. Abbiamo eseguito oltre 1.200 trasporti, facciamo attività di emergenza nelle due postazioni 118 di Atina e Fiuggi, rispondiamo a tutte le richieste di assistenza sanitaria alle varie manifestazioni con i nostri volontari che sono molto preparati e che si specializzano ogni anno di più. “ Che dire? Il paradigma dell’aziendalizzazione dell’Idea spiegato con paroline semplici semplici, indubbiamente esplicativo e significativo del nuovo assetto della Croce Rossa Italiana. E’ un pezzo che potrebbe descrivere il resoconto di fine anno di una qualunque piccola azienda di servizi: grande soddisfazione per l’incremento delle attività, e nessuna indicazione sui profitti perché il fisco è sempre in agguato.

Interessante e da sottolineare, perché rende la cifra della descrizione che vi ho somministrato nel mio viaggio all’interno di questa azienda atipica, è l’assenza di scrupoli di tipo umanitario, anzi si manifesta e traspare un notevole entusiasmo sulla crescita di esigenze sociosanitarie soddisfatte a cura e attraverso l’efficacia della propria articolazione.

Insomma l’Umanità e le sue sofferenze come ambito di profitto, come perimetro di marketing dove analizzare e studiare modalità di intervento, e quindi di guadagno, senza saper proporre soluzioni.

Poi questa dichiarazione di sostanza proviene proprio dal Comitato di Frosinone, quello in cui il consiglio direttivo versa in condizioni di illegittimità da tempo senza che nessuno degli organi sovraordinati faccia nulla per porvi termine, meno di tutti il famoso Collegio disciplinare nazionale, la nostrana Psicopolizia, composto di soggetti sempre pronti a rilevare infrazioni di pensiero ed opinione ma stranamente aridi quando si tratta di violazioni dei regolamenti.

Infatti il nostro regolamento elettorale prescrive dal 2016 che le cariche elettive sono incompatibili con l’ufficio di Ispettrice del Corpo delle Infermiere Volontarie. Nel sistema normativo dettato dalla Legge principale, quel Codice dell’Ordinamento Militare che regola l’esistenza e le attività dei Corpi Ausiliari della Cri ed è ignoto ai vertici dell’Associazione, le Ispettrici, a tutti i livelli, e le loro vice hanno la stessa qualificazione ed il medesimo sistema di nomina, pertanto e legalmente sono qualifiche equiparate. Avendo quindi il consiglio direttivo del Comitato Cri di Frosinone ben due viceispettrici che siedono allo stesso desco occupando due poltrone contemporaneamente, tale deve essere dichiarato illegittimo, le chiacchiere restando a zero.

Bisogna andare a votare, bisogna sostenere le candidature di persone serie, affidabili, preparate e disponibili, anche se non particolarmente simpatiche. Quest’azienda che si veste con un emblema di valore eccezionale deve cambiare dall’interno, vogliamo una Croce Rossa dei diritti, trasparente, inclusiva, rispettosa dei regolamenti e delle Leggi, dove le tre Componenti abbiano ognuna le sue prerogative e pari dignità. Perché la Croce Rossa sappiamo bene che è un’altra cosa.

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