Croce Rossa: dieci denari per scancellare

Esistono Donne che continuano in maniera meritoria ed indefessa a stare in prima linea al servizio di un’Istituzione che le sopporta di malgrado e controvoglia. Queste non si vendono per dieci euro. La disiscrizione è una radiazione atipica, piuttosto si apra un dialogo, si provi ad interpretare il dissenso.

E’ necessario premettere a questa storia che vi sto per raccontare il fatto che i vertici dei Corpi Ausiliari della Cri non siano eccessivamente fortunati anzi, piuttosto distratti. E le norme di Legge non li aiutano, realizzate frettolosamente scopiazzando atti redatti nella prima metà del secolo scorso difficilmente si attagliano ad una mutata situazione sociale e politica ed alla frenetica e gioviale disarmonia con la quale il Consiglio direttivo nazionale dell’Associazione passa il tempo a tessere e disfare, come l’antichissima signora Penelope.

Quindi può capitare che una distratta Ispettrice nazionale, impegnata più a sbirciare le chat di WhatsApp delle sue Sorelle o a contestare il modo con cui si legano i capelli, si metta a pontificare sull’ordinamento del Corpo che dovrebbe governare e del quale ha consegnato in altrui mani la guida senza farsi nemmeno rilasciare una ricevuta.

E l’ultimo periodo, dalle urla sulla terrazza romana nell’ultima domenica di maggio in poi, è tutto un fiorire di provvedimenti che fanno sorridere chi si intende di cose di Croce Rossa e grattare apotropaicamente tutti gli altri. Oggi parliamo della raccomandazione inviata alle ispettrici territoriali di verificare il pagamento della quota associativa annuale con una email nella quale testualmente “ si richiede di inviare allo scrivente ufficio l’elenco delle Sorelle che non hanno ottemperato a tale adempimento per procedere alla disiscrizione al ruolo delle Infermiere Volontarie (art. 1739 d.lgs 66/2010)”. la lettura di questo arcaico passaggio mi ha un pochino lusingato perché per la prima volta si parta di Crocerossine facendo riferimento al Codice dell’Ordinamento Militare, quando per anni si è detto che era una Legge che non riguardava questo mondo, semmai il prossimo a venire, dopo le tenebre, insomma. Poi ho dovuto combattere con forza contro il correttore del mio PC che non accettava quel pessimo termine disiscrizione che sembra capitato li per caso e che invece corrisponde esattamente ad un costrutto mentale che cerca di trovare una giustificazione razionale in un provvedimento che invece è come al solito ingiustificato ed illegittimo.

Chi sa di Croce Rossa ricorda che in un’assemblea nazionale di non molto tempo fa fu ribadito come le Crocerossine che non avessero pagato avrebbero potuto mettersi in regola in un tempo successivo, eventualmente con una piccola sanzione consistente nel raddoppio della quota, come è sempre avvenuto. La citazione del 1739 del COM non aiuta chi volesse interpretare meglio questo tentativo di radiare surrettiziamente chi sia in fallo per dimenticanza o chi non vuole sovvenzionare la baracca per protesta essendo stato redatto nel 2010 sulla base di un Regio Decreto del 1942 e con ispirazione allo Statuto associativo rimesso ad un Decreto del 2005.

Grande confusione nel cielo e nella testa dell’Ispettrice nazionale che vuole applicare solerzia nel radiare, senza il relativo provvedimento che sarebbe atto impugnabile e quindi scomodo ed immotivato, ma si dimentica di verificare che nel suo staff sono presenti ben tre persone che hanno già da tempo sottoscritto una richiesta di dimissioni dai Ruoli, richiesta che poi con la contingenza dei tempi è scomparsa dall’orizzonte e con l’altissima considerazione di un’Istituzione che deve servire ma non si riesce a servire, che assomiglia più alle porte girevoli di un Grand Hotel che ad un mezzo per dispensare umanità, sparita la letterina hanno conservato un buco talmente grande nel loro stato di servizio, assieme all’assenza di note caratteristiche, da rendere ingiustificabile la loro nomina al vertice, mancando il requisito della continuità dei servizi assieme a quelli di attitudine al comando e specifica preparazione tecnica. Il problema non è quindi costituito da dieci euro.

Questa risibile somma è il prezzo al quale si intende svendere una Tradizione e l’impegno di migliaia di Donne che nonostante il modo con il quale siano emarginate e demotivate, non formate e male equipaggiate continuano in maniera meritoria ed indefessa a stare in prima linea al servizio di un’Istituzione che le sopporta di malgrado e controvoglia. Persa la determinazione e l’autonomia, pur prevista dalle norme si cerca di galleggiare in attesa di un domani, di un’altra incredibile alba che darà luce, presto, al nuovo giorno. Non abbiano pertanto timore alcuno, le Sorelle dalla memoria corta o quelle che stanno attuando una silenziosa ed incolore forma di protesta, che non perderanno alcunché; i loro diritti associativi sono sanciti da tre provvedimenti aventi forza di Legge e nessuno potrà disiscrivere nessuno.

Piuttosto è il momento di invitare l’Ispettrice nazionale del Corpo ad ascoltare le istanze e le mozioni provenienti dalla sua stessa base. Ci sono Donne che meritano attenzione ed ascolto, non basta sorridere sui social per governare un’Istituzione e meritarsi un ruolo di vertice.

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